Sì, ma non svelare tutto subito è un’astuta e ben nota tecnica di web marketing: si vede che c’è una certa esperienza di comunicazione on-line.
Oppure semplicemente ancora non sanno dove devono sostare effettivamente dopo Copenaghen.
Inoltre dalla tappa n. 8, Hamburg, tweets e post su Facebook son diventati addirittura bilingue (italiano e inglese).
Non male vero?
Qui l’atto creativo è interessante perché era già iniziato in fase strategica.
Mica si frigge con l’acqua, ohé!
P.S. Se a Paris non si fa vedere anche Carlà, la premiére dame, signifie que nous possédons le peracottarì.
Pensavo… ma il molo del Pont Alexandre III sarà poi animal-friendly?
Perché questo potrebbe incrementare enormemente la performance di promozione turistica, imho.
E dai, nel molo del Pont Alexandre III non ci sono “cacchine” animali… io almeno non ne ho mai viste; quindi come potrà mai esserci un rapporto di animal-friendly che come risaputo contemplano anche questa cosetta qua.
Basta non pestarla, ma però non porta fortuna che t’aspetti, infatti per averla bisogna calpestarla per bene.
Dopo Copenaghen mi viene da consigliare il Mar Baltico (si proprio nel bel mezzo) poichè di sicuro sin avrebbero più presenze ittiche, che con i cavalli (ippica) sono le probabili materie in cui la Brambilla capisce qualcosa…qualcosina, dai.
Però che connubio: merluzzi e cavilli, pardon cavalli.
Attribuzione:
per favore citate esplicitamente il blog
come fonte a fine articolo/post oppure
nel testo ed inserite un hyperlink al/ai
post da cui traete le informazioni. Grazie.
A mein other piace questo elemento?
E chi è ‘sto qui?
P.S.: Ma non mancano delle tappe?
luciano ardoino
maggio 23, 2011 alle 21:29
Sì, ma non svelare tutto subito è un’astuta e ben nota tecnica di web marketing: si vede che c’è una certa esperienza di comunicazione on-line.
Oppure semplicemente ancora non sanno dove devono sostare effettivamente dopo Copenaghen.
Inoltre dalla tappa n. 8, Hamburg, tweets e post su Facebook son diventati addirittura bilingue (italiano e inglese).
Non male vero?
Qui l’atto creativo è interessante perché era già iniziato in fase strategica.
Mica si frigge con l’acqua, ohé!
P.S. Se a Paris non si fa vedere anche Carlà, la premiére dame, signifie que nous possédons le peracottarì.
Pensavo… ma il molo del Pont Alexandre III sarà poi animal-friendly?
Perché questo potrebbe incrementare enormemente la performance di promozione turistica, imho.
frap1964
maggio 23, 2011 alle 22:23
E dai, nel molo del Pont Alexandre III non ci sono “cacchine” animali… io almeno non ne ho mai viste; quindi come potrà mai esserci un rapporto di animal-friendly che come risaputo contemplano anche questa cosetta qua.
Basta non pestarla, ma però non porta fortuna che t’aspetti, infatti per averla bisogna calpestarla per bene.
Dopo Copenaghen mi viene da consigliare il Mar Baltico (si proprio nel bel mezzo) poichè di sicuro sin avrebbero più presenze ittiche, che con i cavalli (ippica) sono le probabili materie in cui la Brambilla capisce qualcosa…qualcosina, dai.
Però che connubio: merluzzi e cavilli, pardon cavalli.
luciano ardoino
maggio 24, 2011 alle 14:49