Magic Italy

"I numeri di Italia.it sono la base di partenza di un progetto più ampio basato sulle 3 C del turismo digitale: Coopetition, Condivisione e Connessioni."

Il portale risparmioso (remind)

with 4 comments

A poco più di dieci giorni dal debutto si può fare un piccolo bilancio delle reazioni osservate in rete circa la fase “beta 2.0” del portale italia.it.
Ciò che balza immediatamente all’occhio rispetto alla messa online precedente, quella del 22 febbraio 2007 alla BIT di Milano, è il tenore medio delle reazioni odierne.

E’ mancato senz’altro il “furore”  della volta scorsa, quello che spinse a distanza di appena quindici giorni l’allora ministro Rutelli a scrivere personalmente all’IBM affinchè trovasse rapida soluzione ai consistenti “problemi” del portale.
Una reazione collettiva talmente forte da spingere  il gigante dell’informatica mondiale a presenziare addirittura, due settimane dopo, al barcamp Ritalia: il luogo di riprogettazione cooperativa del portale, esperienza miseramente defunta dopo il suo primo vagito.

Viceversa l’attesa e l’attenzione si sono mantenute alte anche stavolta nel seguire il lungo travaglio del nuovo “prematuro parto”, protrattosi decisamente oltre misura rispetto alla sicumera ministerial-trionfalistica del giorno precedente.

Vale  la pena ricordare che anche nel 2007, in conferenza stampa, il ministro Rutelli si premurò di precisare da subito come la versione del neonato portale  fosse solo “sperimentale”:

[dal min. 28.00]

“…quando dico release significa che noi ci siamo dati un anno di tempo perchè il portale sia definitivo. Però come voi vedrete domani il portale è già ad un livello avanzatissimo, molto soddisfacente e persino sorprendente se consideriamo che sino a pochi mesi fa eravamo incerti se saremmo riusciti ad aprirlo. Quindi è un sito che però è pronto… è un portale che è pronto a ricevere anche le osservazioni del pubblico. In questo senso è una fase già ufficiale, ma sperimentale nel senso che il pubblico potrà consigliare miglioramenti, potrà consigliare modifiche da qui ai prossimi mesi quando sarà consegnato all’ENIT, che lo gestirà.”

Con queste parole l’allora ministro dei Beni Culturali con delega al turismo si alzò chiudendo la conferenza stampa di presentazione. Nulla fu chiesto, rivelato e/o ricordato circa i costi effettivi dell’intera operazione, sino a dieci giorni dopo. Ci volle poi un altro mese, prima che il ministro prodiano delle Riforme e Innovazioni nella PA Luigi Nicolais si decidesse finalmente a fornire “alcuni doverosi chiarimenti“, in verità piuttosto vaghi, sulla vicenda; congiuntamente annunciò l’istituzione di una commissione d’inchiesta.  MPB editò in seguito una fedele riproduzione elettronica del rapporto, pubblicandola insieme a LaStampa.it.

Il 22 febbraio 2007 si sparse invece rapidamente “la voce” sul costo presunto del portale: 45 milioni di euro.
La distanza fra le parole del ministro Rutelli, i costi ipotetici, le attese dal marzo 2004 ed i risultati presentati scatenarono una memorabile levata di scudi: ancora oggi la leggenda metropolitana del portale del turismo “costato 45 milioni di euro” resiste su qualche blog e persino in qualche articolo di giornale di “prestigiose” testate nazionali.

E’ diventata una leggenda questa storia…si lagnava pochi mesi dopo Rutelli con i membri della commissione parlamentare Industria, Commercio e Turismo del Senato, che ridacchiavano tra loro, mentre il ministro enumerava con dovizia di particolari i tanti perchè del clamoroso fallimento del progetto.   “…invece ve la voglio fare analiticamente… e spiegando tutti come dobbiamo lavorare in questo Paese !!!“. Con “Pliiz visit the websait” a fare da cornice esilarante.
Neanche due mesi dopo il portale chiudeva.

Invece il blog scandaloitaliano, appena due giorni dopo il tragicomico debutto, il 24 febbraio 2007, aveva rinvenuto il bando di gara sul sito di Sviluppo Italia e vari altri documenti relativi al progetto, attraverso la wayback machine; da questi era possibile evincere lo stato effettivo delle cose. Il 25 febbraio un post chiarì definitivamente l’entità reale del budget finanziato: 45 + 9 + 2,1 milioni di euro. Altri 2 milioni ancora, destinati alla promozione del portale, emersero più tardi.
Documenti ufficiali alla mano, nero su bianco.

Sancendo quindi come definitivamente accertato il budget del progetto “Scegli Italia”: 58,1 milioni di euro.
I costi realmente sostenuti sino a quel momento erano però sensibilmente diversi.
La cifra esatta finale è a tutt’oggi ancora ignota, anche se QUI ne è stata tentata una documentata ricostruzione che appare del tutto ragionevole: tra gli 8 e i 15 milioni di euro.

Sul punto il ministro Renato Brunetta, paladino della trasparenza (altrui) nella PA, ha detto comunque  in conferenza stampa, lo scorso 16 luglio, parole incoraggianti, esemplari ed a suo modo definitive: “Ma di questo nulla dico“.
Complimentoni, eh.

A distanza di due anni e mezzo, glissando allegramente sulle responsabilità oggettive della precedente esperienza, il duo B&B (Brunetta e la Rossa) ha giocato un tris d’assi per provare a dribblare in contropiede gli animi di internauti e giornalisti. Naturalmente barando:

a) ha subito chiarito come la pubblicazione online del giorno dopo fosse riferita ad una versione beta del portale (in realtà una versione semplicemente dimostrativa, che è cosa piuttosto differente nel mondo del software e del web);
b) ha raccontato la favoletta, palesemente falsa, del portale risparmioso (addirittura gratuito nella versione attuale!);
c) ha evitato con cura ogni tipo di domanda dei giornalisti con abile “mossa strategica”: addormentando dapprima la platea con la “Magnifica Italia” berlusconiana, un documentario soporifero di immagini aeree di oltre venti minuti e dileguandosi subito dopo a spron battuto.

Tanto è bastato e in parte va riconosciuto.

Ma ciò che interessa confutare qui è il “brillante risparmio” che si sarebbe ottenuto rispetto alla versione 1.0 del portale italia.it, ovvero il declamato costo di “poco più di 5 milioni di euro“.
Anzitutto il costo in sè dice ben poco, se non rapportato ad un progetto operativo analitico di cui si ignorano tutt’ora i dettagli, nonostante le precedenti promesse brambillesche di piena traparenza.

Micheeeeeeelaaaaaaa, do you remember?

Non è chiarito, nella migliore tradizione,  se si tratti di cifre IVA inclusa o esclusa e se il costo sia riferito alla versione iniziale del portale e/o se comprenda invece anche successive (e quali) attività pluriennali di manutenzione e redazione.
I numeri si contestano comunque con relativa facilità ricorrendo semplicemente ai documenti che lo stesso ministro Brunetta ha pubblicato da tempo sul suo sito ministeriale, ovvero il piano dell’innovazione 2008 (pag. 10), il protocollo d’intesa Brunetta-Brambilla del 15 gennaio 2009 ed il piano e-gov 2012 (pag. 70-74).

Il protocollo recita sin troppo chiaro:

Art. 6
(Risorse finanziarie)
l. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Sottosegretario per lo sviluppo e la competitività del turismo e del Ministro
per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è trasferita una somma pari
Euro 10.000.000,00 a valere sui fondi non impegnati del Dipartimento per
l’innovazione e le tecnologie, di cui al decreto del Ministro per l’innovazione
e le tecnologie del 28 maggio 2004 ed al decreto del Ministro per
l’innovazione e le tecnologie del 22 luglio 2005.
2. Le risorse che residuano sui detti fondi sono destinate a progetti connessi alle
attività di promozione dell’immagine nazionale all’estero, ivi comprese
quelle inerenti alla promozione e gestione del Portale, mediante iniziative ad
alto contenuto innovativo intraprese congiuntamente dal Dipartimento per
l’innovazione e le tecnologie e dal Dipartimento per lo sviluppo e la
competitività del turismo.
Art. 7
(Durata)
l. La presente Convenzione ha durata per tre anni e le parti si riservano la
facoltà di rinnovo.
Roma, lì

Art. 6 (Risorse finanziarie)

l. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Sottosegretario per lo sviluppo e la competitività del turismo e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è trasferita una somma pari Euro 10.000.000,00 a valere sui fondi non impegnati del Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, di cui al decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie del 28 maggio 2004 ed al decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie del 22 luglio 2005.

2. Le risorse che residuano sui detti fondi sono destinate a progetti connessi alle attività di promozione dell’immagine nazionale all’estero, ivi comprese quelle inerenti alla promozione e gestione del Portale, mediante iniziative ad alto contenuto innovativo intraprese congiuntamente dal Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie e dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo.

Art. 7 (Durata)

l. La presente Convenzione ha durata per tre anni e le parti si riservano la facoltà di rinnovo.

I fondi cui si fa riferimento nei due decreti, ammonterebbero nominalmente e complessivamente a 47 milioni di euro.
Da questi vanno ovviamente detratti i costi della versione 1.0 del portale.

Nell’arco di un quadriennio vi sono quindi:

a) 10 milioni di euro direttamente spendibili dal DSCT nei primi tre anni;
b) ulteriori fondi residui non impegnati (di entità non meglio specificata)  eventualmente destinabili alla promozione e gestione del Portale; a meno che non si intendano invece le eventuali future rimanenze sui 10 milioni;
c) 20 milioni di euro su fondi già impegnati e riservati alle Regioni per “valorizzazione sul portale nazionale di poli turistici locali”. La roadmap di spesa sarebbe la seguente: 2009: 8 – 2010: 7 – 2011: 3 – 2012: 2

Il piano e-gov 2012 (pag.72) stima un fabbisogno nell’arco di 4 anni di almeno 26,70 milioni di euro, tutti già finanziati, con tanto di riparto e di roadmap 2009-2012.

Nelle due pagine successive si dichiara un costo totale di legislatura del portale pari a 29,58 milioni e poi 20 milioni per “progetti regionali di valorizzazione”.
Se i primi siano già comprensivi dei secondi… è davvero un bel mistero da svelare.
Ad incrociare i dati col protocollo B&B e col piano di innovazione 2008, che espone altri numeri ancora, per un totale di 34 milioni di euro, i dubbi permangono.

In conclusione ci sono comunque, certi e sicuri, almeno 30 milioni di euro di budget di progetto del portale nell’arco di 4 anni.

A meno che il ministro non fornisca numeri totalmente a caso nei suoi documenti ufficiali (che a leggerli così, in effetti…). Ma essendo lui uno stimato economista, come tiene spesso a ricordare, non osiamo sollevare altri dubbi nel merito.

Questo è in definitiva il portale emozionale, trasparente e “risparmioso” made in Brunetta-Brambilla: Magic Italy.

P.S. Gentili ministri B&B se voleste cortesemente rispondere a dieci semplici domandine, alcuni dei vostri affezionati cittadini internauti, nonchè vs. datori di lavoro (sic!), ve ne sarebbero eternamente grati.

Written by frap1964

luglio 29, 2009 a 02:49

4 Risposte

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  1. La cosa strana è che nel web si stia affievolendo l’interesse o forse sono io che non li vedo?🙂

    luciano ardoino

    luglio 31, 2009 at 09:41

  2. La risposta è nel prossimo post.😀

    frap1964

    agosto 1, 2009 at 00:08

  3. […] quella dei 43 milioni di euro stanziati dal precedente governo quasi commuove; quella sul “portale risparmioso“; quella infine sul numero di accessi […]

    Funziona? « Magic Italy

    agosto 24, 2009 at 09:25

  4. […] maggio 2010, cioè un anno dopo la trionfale presentazione del “nuovo” risparmioso portale, MVB incaricò Promuovitalia, società al 100% partecipata di ENIT, altro ente vigilato […]


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