Magic Italy

"I numeri di Italia.it sono la base di partenza di un progetto più ampio basato sulle 3 C del turismo digitale: Coopetition, Condivisione e Connessioni."

italia.it: il “nuovo” portalone secondo il TDLAB

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[UPDATED]

In un “riservatissimo” documento inviato oggi solamente a 68 (o a 128 ?) privilegiati, cioè coloro che hanno “aderito” al TDLAB entro il 31 agosto u.s., viene delineata la “nuova” strategia digitale che dovrebbe far evolvere il beneamato portalone in qualcosa di più ragionevole (e possibilmente innovativo) del sito attuale, frutto dell’ incapacità di sette diversi governi nel far nascere un degno portale del turismo italiano.

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5.3. Italia.it 

Il sito italia.it andrà ripensato e dovrà diventare un sito radicalmente diverso da quello attuale. La componente “narrativa” del sito andrà trasformata in modo da diventare la “vetrina” dei principali elementi che caratterizzano il brand Italia all’estero.

Attraverso un’esperienza ad alto impatto visivo ed emozionale, italia.it dovrà comunicare le “100 meraviglie d’Italia” in termini paesaggistici, artistici, musicali, sportivi, di design, e più in generale tutta l’eccellenza italiana indistintamente dalle Regioni rappresentate. Uno storytelling che racconta i grandi scrittori italiani, lo shopping a Milano, la costruzione di una Ferrari, la tradizione della pizza napoletana, i mari più limpidi, le montagne più avventurose, le esperienze più emozionanti e/o affascinanti ecc., usando le tecniche di narrazione digitale più efficaci, testi accattivanti, immagini ricercate, contenuti video moderni, ricostruzioni tridimensionali, ecc.

Questo sito, aiuterà i visitatori, soprattutto internazionali, a consolidare i concetti di Made in Italy e scoprire qualche novità, magari meno conosciuta, del nostro territorio. Il sito dovrà essere dinamico e interattivo, e garantire un flusso continuo di novità che invogli il turista a tornare a visitare il sito. La componente dinamica riguarderà news ed eventi, da quelli più importanti (p.e. Expo che dovrà avere un sezione dedicata) a quelli più particolari.

Non potranno mancare la descrizione del territorio e delle caratteristiche uniche italiane, ma dovrà essere adottato uno stile descrittivo ed un taglio narrativo non didascalici ma coinvolgenti.

Il nuovo Italia.it dovrà essere anche un luogo di integrazione operativa con le Regioni. In coerenza con il manuale di identità digitale e con precise linee guida editoriali le Regioni avranno la possibilità di partecipare ai contenuti di Italia.it pubblicando le loro storie, i loro luoghi e le loro proposte di esperienza.

La componente di servizi invece dovrà ospitare servizi a valore aggiunto per il turista, quali ad esempio mappe da utilizzare anche offline per i turisti stranieri, percorsi da inserire nei navigatori, servizi su viabilità e traffico, meteo e quant’altro.

Il nuovo italia.it avrà anche un taglio commerciale molto spinto: ospiterà infatti i servizi di commercializzazione di tutto il prodotto delle filiera turistica (ricettivo ed extra-ricettivo) ed un e-commerce integrato.

La fruizione dovrà avvenire con la massima efficacia su tutti gli strumenti ed essere quindi pensato con un approccio che garantisca un accesso ottimizzato anche in mobilità (progettazione responsive).

5.4. I contenuti

Uno dei passi fondamentali per la buona riuscita della comunicazione su italia.it sarà la costituzione, dentro ENIT, di un team integrato di competenze (copy, marketing, SEO, visual, social, ecc.) in grado di gestire in maniera coerente il complesso insieme di contenuti da veicolare sui diversi canali.

Il team avrà quindi il compito di ideare e creare i contenuti, di dialogare con tutte le componenti del sistema Italia (operatori turistici, media, aziende produttrici, istituzioni, ecc.) al fine di raccogliere contenuti rilevanti, di definire il piano editoriale, in coerenza con le strategie complessive, di gestire i nuovi media ecc.

Il ruolo di questo team sarà quello di coordinare tutti i contenuti di promozione e commercializzazione e di esplorare nuove forme di comunicazione con rapidità ed efficacia, attuare metafore di comunicazione adeguate al messaggio sperimentando anche soluzioni innovative, adottando stili di comunicazione/conversazione in coerenza con il messaggio ed il mezzo di riferimento.

A supporto del team, dovrà essere istituito uno strumento dove centralizzare tutto il materiale testuale e multimediale prodotto e/o raccolto (audio, foto, video) rendendolo disponibile alle redazioni diffuse attraverso strumenti di ricerca evoluti (fotografie geolocalizzate, ecc.). Allo stesso modo, lo strumento dovrà essere aperto a tutti gli enti pubblici che ne fanno richiesta allo scopo di condividere e diffondere materiale multimediale libero da licenze d’uso.

Verranno quindi definite delle politiche in grado di facilitare la condivisione online dei contenuti digitali, impostando delle policy precise e scrupolose sulle licenze d’uso aperte (p.e. Creative Commons).

Verranno infine sostenute tutte le iniziative che portino al coinvolgimento online degli utenti (p.e. Invasioni Digitali) stringendo collaborazioni con blogger e influencer italiani e internazionali, anche attraverso l’uso di strumenti di creazione che integrino la comunicazione social (content curation).

5.5. La comunicazione mobile

Tutti i servizi online dell’ecosistema digitale verranno progettati con un approccio “responsive” che permetta una completa fruibilità anche su device smartphone e tablet.

La progettazione di soluzioni mobile però può anche essere effettuata tramite la realizzazione di vere e proprie “app” specializzate per tipologie di device (Apple iOS, Google Android, Microsoft Win8, ecc.).

Le app, rispetto a soluzioni “responsive” si distinguono tipicamente per maggiore usabilità ed efficacia, a costo di complessità e costi di realizzazione maggiori.

Si propone quindi di attivare un ecosistema di app dedicate a specifici bisogni, lasciando al sito responsive il compito di rispondere alle esigenze “generiche” del turista.

Le app specifiche saranno dedicate a:

  • nicchie di prodotto e/o interessi specifici, quali ad esempio sport, arte, moda, wellness, lusso, cibo e bevande;
  • offerte di prodotto per mercato specifico ad esempio vivere il mare o la montagna con percorsi che prevedano escursioni, noleggi e altri servizi ancillari;
  • servizi pubblici o di interesse pubblico come ad esempio trasporti, musei e gallerie, siti storici;
  • sistemi di prenotazione dei servizi turistici in remoto e/o in loco;
  • servizi di “Travel Assistant” in grado di suggerire all’utente le informazioni interessanti in relazione al suo profilo e alla posizione sul territorio.

L’ecosistema di app dovrà garantire la necessaria modularità che permetta di usare un servizio in diversi contesti. Dovrà quindi essere possibile integrare la prenotabilità di un museo in una app che parla per esempio di arte.

Risulta necessario rivedere l’offerta delle app già esistenti (realizzate in maniera autonoma da vari attori istituzionali) cercando di attivare un percorso virtuoso di aggregazione e coerenza.

Si devono inoltre creare le condizioni affinché questi servizi possano essere creati da chiunque, tramite l’accesso a dati/servizi, esposti dalla piattaforma di Italia.it e tramite standard di interoperabilità (definiti dal gruppo di lavoro “Interoperabilità e Big Data”).

5.6. La comunicazione social

La comunicazione sui social network dovrà essere diversificata in funzione dei diversi canali.

Facebook è il luogo principale dove costruire una comunità online di fan amanti dell’Italia, dove:

  • veicolare contenuti interessanti (principalmente fotografie) che possano stimolare il “sogno” di venire in Italia e creare un interesse per approfondire contenuti presenti su italia.it;
  • coinvolgere i turisti, chiedendo loro di condividere le loro esperienze ed i contenuti da loro prodotti, al fine di creare una relazione/interazione stabile con i fan;
  • raccontare esperienze/situazioni specifiche realmente vissute che esulano dai classici contenuti;
  • ripubblicare/condividere contenuti dei fan per dare loro visibilità e “reward” rispetto ad un contributo;
  • promuovere concorsi che portino le persone a partecipare, con l’obiettivo di raccogliere dati di profilazione utile per campagne di direct marketing (ad esempio ENIT Giappone ha lanciato il contest fotografico “#IlikeItaly” destinato ai turisti giapponesi che visitano l’Italia).

Twitter è il luogo virtuale dedicato all’ascolto ed alla interazione con i follower. Twitter verrà utilizzato per:

  • proposta di eventi e segnalazione di luoghi di interesse;
  • ascolto delle segnalazioni e risposta alle richieste dei turisti a fronte di specifiche richieste;
  • divulgazione di notizie utili “just in time” che possano essere di pubblico interesse per diffondere più velocemente le notizie importanti;
  • coinvolgimento di turisti e/o locali nel racconto delle destinazioni (in ottica di social media team diffuso);
  • dare spazio agli utenti tramite “retweet” dei contenuti/stimoli interessanti ricevuti. Le foto sono sempre più strumenti fondamentali per la comunicazione di luoghi e di esperienze, ne consegue l’importanza di puntare su social network “specializzati”.

Pinterest è la bacheca condivisa dove:

  • postare foto interessanti al fine di creare fonti di ispirazione per i turisti;
  • creare canali tematici dedicati a specifici luoghi, interessi, temi e costruire dei percorsi narrativi focalizzati;
  • creare spunti di stimolo ad eventuali approfondimenti da veicolare tramite link a italia.it;
  • creare un repository permanente di foto facilmente condivisibili, sfruttando il fatto che i contenuti su Pinterest sono statici e non volatili.

Instagram è il social network della “partecipazione”, dove:

  • definire dei contest tramite la creazione di hashtag specifici;
  • condividere foto evocative per creare coinvolgimento rispetto ai luoghi/esperienze condivise
  • costruire comunità di fan amanti della destinazione cui chiedere di partecipare caricando le proprie foto legate allo specifico hashtag;
  • condividere i contenuti dei fan al fine di costruire una comunità legata alla destinazione.

Oltre a questi canali, andranno valutate forme di presenza anche su altri canali, tra i quali vale la pena citare Google+, per l’indubbia efficacia nel dare valore ai contenuti proposti, ed a Whatsapp che si propone come strumento dove sperimentare forme di comunicazione diretta sempre più efficaci.

Le campagne social hanno una elevata volatilità, gli investimenti fatti per realizzarle vanno massimizzati realizzando soluzioni che permettano di rendere persistenti i contenuti prodotti sui social network e facilitino la creazione di notizie con il contributo degli UGC al fine di:

  • favorirne il riutilizzo ed aumentarne la durata di esposizione;
  • permettere una comunicazione integrata con altri canali (p.e. web);
  • diminuire i costi per la produzione di nuovi contenuti grazie a strumenti di ricerca ed elaborazione degli UGC;
  • dare valore alla comunicazione dei turisti tramite l’utilizzo dei loro interventi con un sistema di “rewarding”;
  • valorizzare i contenuti social tramite la costruzione di “contenuti derivati” tramite meccanismi di content curation che mescolano comunicazione istituzionale della destinazione con contenuti rilevanti pescati in rete.

5.7. La commercializzazione

Italia.it deve avere un taglio commerciale e, in linea con le indicazioni della legge 29 luglio 2014, n. 106 che ha convertito il decreto Art bonus, dovrà permettere a ENIT di “individuare, organizzare, promuovere e commercializzare i servizi turistici, culturali ed i prodotti enogastronomici, tipici e artigianali in Italia e all’estero”.

A fine di dare ulteriore efficacia alle politiche di digitalizzazione del prodotto e di proposta dello stesso sul mercato digitale, si propone di veicolare tramite italia.it un marketplace digitale che raccolga, organizzi e promuova il prodotto già esistente, anche grazie a strumenti di aggregazione che permettano di commercializzare l’insieme dei servizi e dei prodotti che compongono l’intera esperienza turistica.
Strumenti, ad esempio, di dynamic packaging per le destinazioni permetteranno di:

  • dare valore a italia.it, integrando l’offerta turistica assieme alla componente promozionale;
  • dare visibilità a tutto il prodotto extra-ricettivo che oggi è poco presente nel mercato digitale;
  • garantire nuovi canali di commercializzazione agli operatori, con logiche di intermediazione radicalmente diverse, potendo peraltro utilizzare un unico canale di vendita (quello della struttura);
  • garantire un servizio efficace al turista, che può acquistare i diversi servizi della propria esperienza turistica:
    • in fase di organizzazione del viaggio: autonomamente con strumenti di dynamic packaging; durante il viaggio:
    • acquistando anche il singolo servizio ancillare.

La commercializzazione verrà veicolata attraverso diversi canali di fruizione: web, mobile, social, card turistica. In particolare le card turistiche sono un mezzo con cui vengono venduti prodotti/offerte commerciali che comprendono servizi di vario tipo (servizi pre-paid, abbonamenti a trasporti locali, accesso a musei e servizi ricreativi, sconti verso esercizi commerciali convenzionati, promozioni etc.), semplificando l’accesso ai prodotti da parte del turista e creando nuove forme di comunicazione.

Analogamente italia.it ospiterà strumenti di e-commerce per la vendita online dei prodotti tipici italiani.

Infine, verrà realizzato un marketplace B2B di dati e servizi per permettere ad attori terzi di costruire nuove iniziative di business. Il sistema dovrà garantire accesso ai dati gestiti via API, con modelli di business gratuito o a pagamento.

5.8. Il digital marketing

Tutti i canali digitali andranno promossi e veicolati tramite specifiche azioni di digital marketing. In particolare dovranno essere realizzate:

  • Campagne di visibilità sui motori di ricerca più utilizzati: tali campagne andranno mirate in base agli obiettivi specifici e focalizzate sui diversi mercati in base al prodotto/target di riferimento.
  • Azioni di direct marketing ad utenti profilati, utilizzando la base dati di utenti costituita grazie alle azioni descritte nella scheda “Analytics”. In particolare si propone la creazione di newsletter segmentate per mercato di riferimento e per tipologia di prodotto.
  • Eventi e azioni sui social network per aumentare il numero di “ambasciatori” del nostro paese: tramite queste azioni si intende estendere la base fan sui diversi canali e abilitare processi di comunicazione e interazione al fine di fidelizzare i fan.
  • Adottare uno strumento di social CRM per la gestione di tutte le comunicazioni online.

5.9. Gli analytics

Ogni strategia di comunicazione, promozione e commercializzazione, deve essere supportata dall’utilizzo di strumenti di analytics, al fine di realizzare servizi a valore aggiunto, sia per l’utente finale che per l’operatore.

Si propone di implementare un servizio unificato di raccolta, aggregazione, interpretazione e monitoraggio dei dati provenienti dalle differenti fonti online (web, social, mobile) ed offline (ingressi ai musei, partecipazione ad eventi, ecc.) e di adottare, anche attraverso politiche di incentivazione tecnologica, delle soluzioni in grado di raccogliere e comunicare dati attraverso standard aperti di interoperabilità (ad esempio la registrazione in tempo reale dei dati di affluenza ai musei).

Infine sarà rilevante attivare un servizio di monitoraggio sul sentiment e sulla reputazione online dei marchi e dei prodotti italiani.

5.10. L’ecosistema digitale culturale

La valorizzazione del patrimonio culturale italiano attraverso la digitalizzazione di dati e servizi è complementare a quella del settore turistico: vista la stretta connessione tra i settori, queste due macro-azioni sono interdipendenti e concorrono sinergicamente al raggiungimento del medesimo obiettivo.

Ne consegue la necessità di attivare una linea di azione dedicata alla creazione di un ecosistema digitale culturale, che permetta di mettere ordine nell’intricato panorama di soluzioni e servizi attualmente disponibili e di attivare un nuovo scenario di fruizione di dati e servizi specificatamente progettato per il visitatore  d’oggi.

Tale azione prevede quindi:

  • l’investimento nel processo di digitalizzazione del prodotto culturale;
  • la realizzazione di sistemi di interoperabilità, ed in particolare la realizzazione di un servizio di integrazione dei dati dell’offerta culturale italiana, che permetta di mettere a fattor comune al minimo i dati dei  sistemi “Cultura Italia”, “Internet Culturale”, “SICaR” e “SIGEC”;
  • la definizione di una strategia di comunicazione digitale per il Ministero, musei e siti archeologici in coordinamento con Italia.it;
  • la creazione di un sistema di ticketing centralizzato che permetta di rendere disponibile tutto il prodotto culturale nel mercato digitale;
  • l’attivazione di servizi digitali di supporto alle fasi di acquisto, accesso e visita efficaci per il visitatore, sia esso cittadino o turista;
  • la creazione di un marketplace di dati/servizi culturali che permetta l’accesso a tali dati/servizi a tutti gli operatori e abiliti nuovi modelli di business.

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[UPDATE]
Dopo un’attenta lettura e riflessione su quanto sopra, che si potrebbe dire?

Benvenuti nel mondo dei sogni.
O dei deliri.
Alice nel Paese delle Meraviglie e il Cappellaio Matto non avrebbero saputo fare di meglio.

Chi ha ideato questa “strategia digitale”, indubbiamente ben strutturata e formulata nello stile, ma innovativa quanto un fax al tempo di WhatsApp, evidentemente non conosce la storia del portale italia.it; oppure se l’è completamente dimenticata; oppure ritiene conveniente dare un colpo al cerchio ed un colpo alla botte, giusto per non scontentare nessuno e provare a tenere insieme le capre con i cavoli.

Purtroppo i cavoli sono i nostri e le capre… vabbè, lasciamo perdere e fate un po’ voi.

La storia, almeno in teoria, dovrebbe servire ad evitare di commettere gli stessi errori e non a ripeterli o riproporli.

Il modello redazione nazionale + redazioni regionali del portale nazionale del turismo, come noto, era parte integrante dell’originario progetto Scegli Italia Berlusconi/Stanca.
Giusto per ricordare i dettagli, che tanto male non fa, il budget iniziale prevedeva 4 milioni di euro per contenuti nazionali e 21 milioni di euro (+ altri 2,1 di contributi delle Regioni) da erogare con apposite convenzioni.
Sappiamo tutti come andò a finire.

Una delle poche cose intelligenti che fece il ministro di Calolziocorte sul portale italia.it, in un lampo di rinsavimento personale, forse anche involontario, chissà, fu proprio quella di abolire le redazioni regionali del portale.
Peraltro mai operative, perché i soldi alle Regioni, come noto, non vennero mai erogati.

Dopodichè, tramite “delegazione interorganica”, MVB delegò Promuovitalia, braccio operativo di ENIT e dell’allora DSCT, oggi confluito nella direzione generale per le politiche del turismo del MIBACT, a gestire l’aspetto redazionale del portale, mentre ACI Informatica si sarebbe dovuta occupare della gestione tecnica e dell’hosting.

Il tutto sotto l’egida di un project manager con contratto triennale di Promuovitalia  da 150.000 euro (lordi) che oggi, ma solo del tutto casualmente, ritroviamo nel TDLAB ad occuparsi di Interoperabilità e Big Data oltre che alle Feste dell’Unità a parlare di agenda digitale ed innovazione nel turismo.
Lui che per anni aveva gestito il Giulivo, un sito di “satira politica” schierato con Silvio Berlusconi,

le cui pubblicazioni sono “tecnicamente” sospese in attesa che la politica torni a fare il suo corso.

Campa cavallo che l’erba cresce.
Comunque, sino al marzo 2013, si sarebbe dovuto occupare, sereno e giulivo, del progetto del portale italia.it: come lo abbia fatto, in concreto, direi che è sotto gli occhi di tutti

Ora però il nuovo portalone dovrà essere “radicalmente diverso da quello attuale”  (ci mancherebbe, eh…) e soprattutto  dovrà “fornire un’esperienza ad alto impatto visivo ed emozionale”.
Questa cosa, va riconosciuto, è nuova davvero: non l’aveva ancora detto nessuno/a.

E si potrebbe continuare su questa linea con il marketplace B2B, il “taglio commerciale molto spinto” il “web sentiment” e via di questo passo.
Mettiamola così: si fa prima ad inserire un link e buona lettura a chi è interessato: si noti solo che il documento risale al 2009, appena 5 anni fa.
Per la serie scopri le differenze con la “nuova” strategia del TDLAB.

Oh, però c’è anche la novità, quella vera, perché, intendiamoci, una novità c’è sempre, ci deve essere per forza:

italia.it ospiterà strumenti di e-commerce per la vendita online dei prodotti tipici italiani.

Tombola.
Qui la domanda nasce spontanea: quali prodotti esattamente, ma soprattutto, prodotti da chi?
Tutto molto bello, certo, in teoria, peccato che dietro ad un sito di e-commerce ci debba essere, come minimo, una struttura logistica che poi gestisca il packaging e la consegna del prodotto (quale prodotto che sia).

Pensiamo forse di mettere su una specie di Amazon o un Alibaba de’ noantri per i prodotti tipici italiani, per caso?
Tecnicamente un giochino da ragazzi, direi, anche perché i ladroni, in questo Paese, non mancano di sicuro.

E infine non poteva certo mancare l’integrazione con “Cultura Italia”, “Internet Culturale” e progettini affini dello spreco multimilionario italiano.
Anche su questo rinuncio ad argomentare in partenza e passo la mano ad un link.

In conclusione voglio dire però che sulla effettiva e/o probabile realizzabilità di tutto questo sono davvero molto ma molto fiducioso perché, come si premurano di specificare gli stessi nuovi strateghi del turismo digitale italiano, in altra parte del documento da cui è tratta la “strategia” di cui sopra:

Per poter disporre della capacità operativa necessaria, il primo passo dovrà essere quello di dotarsi di risorse e struttura organizzativa adeguate, in grado di affrontare i nuovi compiti e le nuove sfide. Tale organizzazione esula dalle competenze di TDLAB. Nel presente documento si assume che tale passaggio dovrà avvenire e che la “nuova ENIT” avrà a disposizione le risorse e le competenze necessarie a realizzare le azioni descritte nel seguito.

E io su questo, mi ci gioco quel che volete, dico che si può stare più che tranquilli.
Perché anche la storia recente e/o meno recente di ENIT, oltre che quella del portale italia.it, per chi la conosce o la voglia conosere, insegna.
Sempre.

Written by frap1964

settembre 9, 2014 a 19:24

23 Risposte

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  1. Ok, questa è l’etichetta ma il prodotto all’interno della scatoletta ?😦

    luardoino

    settembre 9, 2014 at 20:03

    • Come etichetta mi parrebbe un tantinello verbosetta, neh…
      Mi sa che con un etichetta così il prodotto non se lo comprerebbe mica nessuno (io no di certo).😉

      frap1964

      settembre 9, 2014 at 20:28

      • … però in quella maniera da da lavorare per tanto tempo, o no?

        luardoino

        settembre 9, 2014 at 20:29

        • Mi pare che ti sfugga un aspetto essenziale della questione.
          Stiamo parlando di strategia, mica di cose concrete.
          E’ tutto un pourparler… un colpo al cerchio ed uno alla botte, tanto per non scontentare nessuno.

          frap1964

          settembre 9, 2014 at 21:02

          • … e se penseranno di poterle attuare chi ci metteranno per cercare ipoteticamente di farle ? Nessuno ?😦

            luardoino

            settembre 9, 2014 at 21:43

          • Attuare cosa?
            Qui siamo nel campo dei sogni (o dei deliri); suvvia cerchiamo di essere realistici… questa roba non si farà mai e lo sanno benissimo (almeno spero… per loro).

            frap1964

            settembre 10, 2014 at 07:56

          • Non li reputi in grado oppure pensi che siano cose inutili?😦

            luardoino

            settembre 10, 2014 at 08:31

          • Mettiamola così: articolerò il mio pensiero in modo “costruttivo” in coda al post.
            Conscio che, comunque, non servirà ad una benemerita mazza fionda, ma tant’è.
            Partecipo anch’io al pourparler (e ho quasi fatto la rima!)🙂

            frap1964

            settembre 10, 2014 at 08:40

          • Noto che ancora una volta la pensiamo nella medesima maniera. Ma non sarà mica perché a questo settore ci teniamo davvero nella speranza che finalmente le cose cambino al meglio? Ottimo, mai arrendersi🙂 Sei un grande … o te l’ho già detto ? … avbbeh, te lo ricordo va.

            luardoino

            settembre 10, 2014 at 08:53

  2. Purtroppo non posso proprio esimermi dal fatto di copincollare questo post sul mio🙂 e congratularmi con l’autore per la grande chiarezza dei dati ricorrenti … FAN-TAS-TI-CO !!! … giusto per la precisione, neh😉

    luardoino

    settembre 10, 2014 at 17:55

    • Notato come nella comunicazione social il povero YT sia stato sostanzialmente bistrattato?
      Foursquare, poi, non è più di moda, evidentemente.
      E Storify dove lo vogliamo mettere?😉

      frap1964

      settembre 10, 2014 at 20:34

      • Zac, spariti😦

        luardoino

        settembre 10, 2014 at 20:38

      • YT non è visto come strumento social (c’è pochissima interazione), ma come uno dei (tanti) canali da usare per veicolare i contenuti.

        Foursquare è in progressivo declino.

        Storify non è citato direttamente ma è parte della strategia:
        “…anche attraverso l’uso di strumenti di creazione che integrino la comunicazione social (content curation).”

        Sui social la strategia deve prevedere una continua revisione dei canali e delle modalità di interazione perchè la dinamicità è elevatissima.

        sergio cagol

        settembre 11, 2014 at 10:36

        • Veramente su YT si inseriscono commenti, si innescano spesso discussioni, si può misurare il “web sentiment” rispetto ad una comunicazione audio-visuale, volendo si pubblicano anche video “di risposta”, anche se non è più tanto di moda ultimamente…
          Se non è “social” questo…

          frap1964

          settembre 11, 2014 at 11:13

          • Io guardo i numeri e le best practice. Celebrities a parte, questi meccanismi su YT non funzionano, nel turismo nessuno lo usa come piattaforma di dialogo, ma piuttosto come piattaforma di pubblicazione e condivisione. Peraltro non credo che siano le modalità di utilizzo di YT che cambieranno gli esiti del turismo digitale italiano…

            sergio cagol

            settembre 11, 2014 at 13:15

  3. Risposte puntuali, laddove possibile.

    >Chi ha ideato questa “strategia digitale”, indubbiamente ben strutturata e formulata nello stile, ma innovativa >quanto un fax al tempo di WhatsApp,

    Non credo sia così. Peraltro in Italia non servono (ora) le fighetterie super innovative, ma serve costruire una seria politica di promozione e commercializzazione, partendo dalle basi. Un portale “serio” non è certo una novità, vuol forse dire che non serve?

    >Il modello redazione nazionale + redazioni regionali del portale nazionale del turismo, come noto, era parte >integrante dell’originario progetto Scegli Italia Berlusconi/Stanca.

    Erano condizioni diverse. Oggi la redazione di italia.it dialoga con i social media team delle destinazioni regionali per concordare azioni e comunicazioni sui social. senza alcun “contratto”, ma con lo scopo condiviso di sfruttare al meglio i canali di comunicazione. Questo modello può essere esteso.

    >Ora però il nuovo portalone dovrà essere “radicalmente diverso da quello attuale” (ci mancherebbe, eh…) e >soprattutto dovrà “fornire un’esperienza ad alto impatto visivo ed emozionale”.
    >Questa cosa, va riconosciuto, è nuova davvero: non l’aveva ancora detto nessuno/a.

    Quindi, secondo questa logica, una proposta adeguata ma “non nuova”, andrebbe rimossa dalla strategia? Non credo.

    >E si potrebbe continuare su questa linea con il marketplace B2B, il “taglio commerciale molto spinto”

    L’approccio alla commercializzazione di prodotti/servizi turistici è modernissimo e radicalmente differente dalle soluzioni finora ipotizzate da Italia.it (e presenti nel progetto di Stanca, per capirci).

    >italia.it ospiterà strumenti di e-commerce per la vendita online dei prodotti tipici italiani.

    L’ipotesi è di fare accordi commerciali con operatori di mercato. Non nego che questa parte del progetto è quella più lontana, valuteremo in corso di revisione del progetto se mantenerla nelle priorità iniziali, vista la complessità del progetto.

    >E infine non poteva certo mancare l’integrazione con “Cultura Italia”, “Internet Culturale” e progettini affini >dello spreco multimilionario italiano.

    Sullo spreco non entro, questi sistemi esistono e sono una risorsa che va valorizzata.

    >In conclusione voglio dire però che sulla effettiva e/o probabile realizzabilità di tutto questo sono davvero >molto ma molto fiducioso perché, come si premurano di specificare gli stessi nuovi strateghi del turismo >digitale italiano, in altra parte del documento da cui è tratta la “strategia” di cui sopra:

    >Per poter disporre della capacità operativa necessaria, il primo passo dovrà essere quello di dotarsi di >risorse e struttura organizzativa adeguate, in grado di affrontare i nuovi compiti e le nuove sfide. Tale >organizzazione esula dalle competenze di TDLAB. Nel presente documento si assume che tale passaggio >dovrà avvenire e che la “nuova ENIT” avrà a disposizione le risorse e le competenze necessarie a >realizzare le azioni descritte nel seguito.

    lo abbiamo scritto chiaro, se non si cambia radicalmente ENIT non si va da nessuna parte. Il percorso è avviato, c’è un commissario al lavoro.

    sergio cagol

    settembre 11, 2014 at 10:32

    • Le linko cosa andava sostenendo il suo vice-coordinatore appena due anni fa in materia di promo-commercializzazione e cosa ritenevo (e ritengo tuttora) si dovrebbe fare (molto molto sinteticamente) del portale italia.it.
      In aggiunta ad una serie di altre cose concrete per il comparto.
      Se solo ascoltaste chi ci ha lavorato davvero nel comparto, cominciando da zero e soprattutto in ambito internazionale… e quindi con una visione certamente non provinciale del turismo globale.

      frap1964

      settembre 11, 2014 at 11:36

  4. Non capisco.
    1) Il modello di commercializzazione proposto da TDLAB è molto prossimo a quanto da lei proposto nel suo articolo. Perchè il suo va bene e quello di TDLAB no?
    2) Su ascoltare chi ci lavora davvero, almeno personalmente ho passato più tempo dentro le destinazioni che con i miei figli.
    3) la visione del portale è, nuovamente, molto vicina a quella proposta nell’articolo linkato.

    Ribadisco che nessuno in TDLAB pensa di avere inventato chissà cosa. Abbiamo tutti cercato di mettere ordine ad un insieme di proposte e soluzioni che da tempo “circolano” e che tanti reclamano. Abbiamo cercato di dare una cornice, e cerchiamo il confronto per verificare di non avere trascurato nulla.

    Con atteggiamento di ascolto. Noi ci proviamo, con tutti quelli che avranno la possibilità/volontà di contribuire.

    sergio cagol

    settembre 11, 2014 at 13:26

    • Se rilegge i miei commenti nel post e ne fa una sintesi estrema si rende conto che la tesi finale è: non c’è nulla di nuovo sotto il sole rispetto a quanto già prospettato 5 anni fa (e-commerce a parte).
      Se nessuno in TDLAB pensa di aver inventato chissà cosa, in buona sostanza direi che possiamo dirci sostanzialmente d’accordo.
      La mia metafora del POI infinitamente scalabile è comunque roba di oltre due anni fa.
      Poi tra molto prossimo e identico ci possono essere le dovute differenze, anche non marginali, che in una generica descrizione di tipo “strategico” difficilmente si riescono a cogliere appieno.
      Imho.

      frap1964

      settembre 11, 2014 at 14:30

  5. […] stato attuale della “nuova” proposta può essere letto QUI: è prevista l’integrazione di un portale di e-commerce, il focus sulla […]

  6. […] Plan del Governo per Expo Milano 2015 ben precise iniziative, peraltro confermate anche nella bozza del documento strategico del TDLAB – Gruppo Promozione e Commercializzazione, discussa […]

  7. […] TDLAB, ieri, secondo la roadmap che dovrebbe condurre al piano strategico digitale del turismo nazionale, avrebbe dovuto pubblicare le schede progettuali revisionate con […]

  8. […] sul blog, come altrove, l’attività del TDLAB è stata fortemente criticata, nel merito e nel metodo, talvolta anche con una certa ironia e sarcasmo. I numeri finali del […]


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