Magic Italy

"I numeri di Italia.it sono la base di partenza di un progetto più ampio basato sulle 3 C del turismo digitale: Coopetition, Condivisione e Connessioni."

italia.it: la (ex) redazione scrive a Matteo Renzi

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Reduce da cinque giorni in tour negli Stati Uniti, “per dire che l’Italia può pensare al futuro“, Matteo Renzi troverà ad attenderlo la lettera che la redazione del portale italia.it gli ha indirizzato tre giorni fa.
Dove si confermano tutte le indiscrezioni già apparse da giorni sulla stampa, compreso il fatto che, da ieri, il portale del turismo nazionale non ha più una redazione e che Promuovitalia S.p.a., in liquidazione, non ha nemmeno i soldi per pagarne il lavoro degli ultimi sei mesi.

RenziOoohhh

Nel frattempo, sempre ieri, il commissario straordinario di ENIT Cristiano Radaelli, in occasione della 14a fiera NoFrills a Bergamo e nel corso della ‘Digital Travel Summit Conference‘,  ha sommariamente disegnato lo scenario futuro del portale.

Vogliamo avere un portale che trasmetta sensazioni – ha affermato il commissario – non immagini statiche, e che offra prodotti specifici“. E’ necessaria “una promozione efficace e in grado di dare stimoli concreti ai turisti, con attività di marketing e di web marketing“, cui sottende però un cambio culturale, che è anche operativo: “Tramite il portale vogliamo facilitare la possibilità di vendita da parte degli operatori“.

Nel giro dei prossimi giorni presenteremo al governo il piano editoriale” conclude Radaelli.

Al convegno bergamasco era presente anche il direttore del TDLAB, Stefano Ceci, che qualcuno su twitter ha già ribattezzato l’oracolo di Dario Franceschini.

CeciNoFrills

(foto di Alex Kornfeind su twitter)

Il TDLAB, ieri, secondo la roadmap che dovrebbe condurre al piano strategico digitale del turismo nazionale, avrebbe dovuto pubblicare le schede progettuali revisionate con gli (ignoti) iscritti ai suoi tre gruppi di lavoro.
Sino ad ora non ce n’è traccia sul web.

Le affermazioni di Radaelli, anche lui membro del TDLAB, confermano comunque che le reali decisioni sul da farsi, evidentemente, sono già state prese, a conferma del fatto che il percorso “aperto, condiviso e partecipato” dal basso, già rivendicato da alcuni componenti del TDLAB è, nella realtà, una bufala solenne e che il prossimo evento in calendario

14 e 15 Ottobre: evento online di 40h consecutive per osservare, parlare e discutere sulle schede progettuali dei gruppi di lavoro del TDLAB.

si concretizzerà quindi in un pressoché inutile pourparlet 2.0 via web su cose già stabilite a priori.

Sulla questione del futuro del portale italia.it il commissario straordinario di ENIT aveva anche offerto, nei giorni scorsi, qualche generica anticipazione nel corso di un’intervista al Sole 24 ore:

«In questi ultimi mesi – spiega Cristiano Radaelli, commissario dell’Enit dal 26 giugno – abbiamo, però, impresso un cambiamento nella gestione del portale. Ora dobbiamo accelerare, perché l’Expo è alle porte e siamo lontani dall’essere competitivi con le piattaforme degli altri Paesi turistici. Si tratta di una fase di transizione delicata, perché abbiamo dovuto svincolarci dalla gestione di Unicity e allo stesso tempo non perdere quanto di buono fatto fin qui».

«L’obiettivo – prosegue Radaelli – è costruire una piattaforma in open source, che faciliti i rapporti con regioni e operatori. Considerato che il settore del turismo dà lavoro a 3 milioni di persone e rappresenta il 10-11% del Pil, il fatto di puntare sul digitale (mentre finora le strategie di comunicazione dell’Enit hanno camminato su canali tradizionali), deve significare anche un cambio di prospettiva: non puntare su un marketing fine e se stesso, ma fare in modo che la promozione del marchio Italia funzioni veramente come leva di sviluppo dell’economia. L’utilizzo del sito deve far sì che il turista possa passare in modo semplice ed efficace da ciò che vede online alla prenotazione delle visite e all’acquisto dei servizi e possa, inoltre, ricevere anche offerte personalizzate. Dobbiamo renderci conto che operiamo in un mercato competitivo».

Il ministro Dario Franceschini, Cristiano Radaelli, Andrea Babbi (DG ENIT), Stefano Ceci, diversi deputati ed un paio di noti giornalisti del Corriere della Sera e della Repubblica hanno ricevuto in copia la lettera della redazione di Italia.it.

Che si commenta da sè.

Redazione Italia.it
Via di Val Fiorita 88, 00144 Roma c/o Unicity S.p.A
Roma, lì 24/ 09/ 2014

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Matteo Renzi
Via del Collegio Romano 27, 00186 Roma
c.p.c. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, On. Dario Franceschini,
Al dott. Stefano Ceci c/o Mibact, Via del Collegio Romano 27, 00186 Roma
Al Direttore Generale del Turismo Onofrio Cutaia c/o Mibact, Via del Collegio Romano 27, 00186 Roma
Al dott. Cristiano Radaelli c/o Enit, Via Marghera 2/6 00185 Roma
Al dott. Andrea Babbi c/o Enit, Via Marghera 2/6 00185 Roma
All’On. Giuseppe Civati, c/o Camera dei Deputati, Piazza di Montecitorio 1, 00186 Roma
All’ On. Paolo Silveri Gentiloni, c/o Camera dei Deputati, Piazza di Montecitorio 1, 00186 Roma
All’On. Gennaro Migliore, c/o Camera dei Deputati, Piazza di Montecitorio 1, 00186 Roma
All’On. Giuseppe Stefano Quintarelli, c/o Camera dei Deputati, Piazza di Montecitorio 1, 00186 Roma
Al dott. Sergio Rizzo, c/o Corriere della Sera, via Solferino 28. Milano
Al dott. Fabio Tonacci c/o Repubblica, Via Cristoforo Colombo 98, 00147 Roma
Al dott. Rosario Algozzino, Unicity S.p. A, Via di Val Fiorita 88, 00144 Roma

Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Matteo Renzi.

Apprendiamo, con sorpresa e dolore, della lettera con cui Promuovi Italia S.p.A. comunica a Unicity S. p. A. la volontà di recedere dal contratto per la gestione del Portale Nazionale del Turismo, Italia.it, con un preavviso di 15 giorni.
Dal 26 settembre la redazione di Italia.it non potrà più intervenire sul portale che ha curato sin dal 2012 (e la scelta del termine non è casuale, vista la cura e l’attenzione spese per risollevare l’immagine non certo gloriosa di un sito che ha ereditato difficili gestioni).
Ciò che si paventava solo poche settimane fa sulla stampa nazionale (Il portale Italia.it a rischio chiusura?, Wired.it, 5 settembre 2014), sottolineando che la redazione non riceve da mesi lo stipendio per il lavoro svolto, ha preso forma con un inquietante tempismo: il 9 settembre Promuovi Italia comunica infatti che essendo in liquidazione, come da Decreto Legge del 31 maggio 2014 numero 83, i mezzi finanziari a disposizione non consentono in alcun modo di garantire a priori il pagamento, oltre che dei S. A. L. [ndb. Stato Avanzamento Lavori] non ancora liquidati, del compenso previsto dal contratto in oggetto per i mesi a venire e fino al termine dello stesso.
Ciò significa che una redazione composta da professionisti fra i 30 e i 40 anni, oltre a perdere il lavoro, potrebbe non venire retribuita per le prestazioni svolte nel corso di questi mesi, nonostante le difficoltà esistenti, e più volte riferite alle istituzioni competenti, per garantire il buon funzionamento di un progetto di vitale importanza come vetrina dell’Italia, soprattutto ora, in vista di Expo 2015.
Uno scenario iniquo e totalmente contrastante con le prospettive di ripresa annunciate dall’attuale Governo, con particolare attenzione ai lavoratori e ai più giovani.
Che valore hanno i cosiddetti 80 euro, quando non si riescono a garantire neanche i compensi già maturati?
Retribuzioni minime, fra l’altro, che, a dispetto dei milioni di euro spesi finora per il portale, non superano i 1500 euro mensili.
Chiediamo, pertanto e nuovamente, agli organismi competenti, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, di fare tutto il possibile per sanare una situazione ingiusta e inaccettabile.

Qui di seguito i link del portale: http://www.italia.it/it/home.
http://www.italia.it/it/notte/
Distinti saluti
La Redazione di Italia.it

Nota: la lettera della redazione è stata resa pubblica da Wired.

 

Written by frap1964

settembre 27, 2014 a 17:27

2 Risposte

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  1. “Le affermazioni di Radaelli, anche lui membro del TDLAB, confermano comunque che le reali decisioni sul da farsi, evidentemente, sono già state prese, a conferma del fatto che il percorso “aperto, condiviso e partecipato” dal basso, già rivendicato da alcuni componenti del TDLAB è, nella realtà, una bufala solenne e che il prossimo evento in calendario”
    E vabbeh dai, adesso dimmi che me l’avevi detto … sic!!😥

    luciano ardoino

    settembre 27, 2014 at 17:36

    • Ha detto “nei prossimi giorni”, ma non ha specificato di quale anno.🙂

      frap1964

      settembre 27, 2014 at 17:50


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