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italia.it: nuova interrogazione di SEL

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Dopo le recenti interrogazioni del M5S, ieri, due deputati di SEL, Francesco Ferrara detto Ciccio e Lara Ricciatti, entrambi membri della X Commissione Attività Produttive della Camera, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata ai ministri Dario Franceschini e Giuliano Poletti.
Ancora una volta vengono chiesti chiarimenti circa i mancati pagamenti dovuti alla redazione del portale nazionale del turismo da parte di Promuovitalia SpA, società partecipata 100% di ENIT e messa in liquidazione dal governo Renzi: di fatto oramai sull’orlo del fallimento.

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06385
presentato da

FERRARA Francesco detto Ciccio
testo di
Martedì 14 ottobre 2014, seduta n. 309

FERRARA e RICCIATTI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. —
Per sapere – premesso che:

  • Promuovitalia s.p.a. è un’agenzia che svolge attività di assistenza tecnica alla pubblica amministrazione, in particolare svolge attività di formazione e promozione turistica ed è controllata al 100 per cento dall’agenzia nazionale del turismo, l’Enit, e quindi dal Ministeri dei beni e delle attività culturali e del turismo;
  • la società è stata creata nel 2004 con lo scopo di supportare «l’occupazione e lo sviluppo dell’industria turistica» e sembrava destinata a diventare un ente assistenziale per realizzare progetti finanziati dal Ministero dello sviluppo economico e dal dipartimento del turismo;
  • a ottobre 2013 il Ministero per i beni e le attività culturali ha accorpato le funzioni e le risorse dell’ufficio per le politiche del turismo ereditando due enti in crisi di prospettiva, l’Enit e Promuovitalia. Con la «legge Franceschini» del luglio 2014 la prima è stata commissariata, la seconda messa in liquidazione e rischia il fallimento;
  • da alcuni articoli pubblicati sul sito internet http://www.wired.it si apprende che il 3 ottobre 2014 la Guardia di finanza ha acquisito presso la sede della società Promuovitalia, in via San Claudio 61 a Roma tutta la documentazione relativa a un giro di fatture false generate dentro la società e relative ai corsi di formazione del progetto «lavoro e sviluppo», ipotizzando i reati di abuso di ufficio continuato e falsa fatturazione;
  • Promuovitalia infatti è stata responsabile di vari corsi di formazione per disoccupati meridionali, con il progetto «lavoro e sviluppo» e ha realizzato 6 mila tirocini formativi al costo di 10 mila euro l’uno (per 60 milioni di euro) con un tasso di occupazione del 25 per cento;
  • secondo le denunce oggi venute a galla e riportate dall’articolo già richiamato, i fondi dei tirocini formativi, sarebbero stati incassati parzialmente e in via indiretta da un dirigente della stessa Promuovitalia;
  • la scelta è sembrata quasi obbligata visto che l’Enit verserebbe in gravi difficoltà operative per i tagli lineari del Governo Monti e parrebbe costretta a spendere quasi tutto il suo capitale per pagare gli stipendi, mentre Promuovitalia, per pagare le spese per il personale, che ammonterebbe a circa 500 mila euro al mese, sembra debba ricorrere a finanziamenti che andrebbero a valere su altre attività, come i corsi di formazione e lavoro per i quali i borsisti pare non abbiano ricevuto gli ultimi stipendi e i redattori di Italia.it sarebbero stati obbligati a fare causa a Promuovitalia per sette mesi di stipendi arretrati non pagati;
  • i conti di Promuovitalia fino al 2011 erano in ordine e in attivo, le commesse aumentavano in numero e profitti dopodiché invece sembrerebbe che il bilancio 2013 non sia stato approvato e, fatto ancora più grave, mancherebbero all’appello 8 milioni di euro appena incassati;
  • con la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, costituito a maggio 2012 è stata avviata una riorganizzazione complessiva dell’agenzia che ha visto improvvise retrocessioni e promozioni che sono poi sfociate in una serie di querele per licenziamento illegittimo e in accuse reciproche di conflitto d’interessi, manipolazione di verbali, minacce e copie informatiche non autorizzate di documenti, bilanci, determine ed e-mail personali denunciate anche al Garante della privacy;
  • al centro della contesa sarebbe il diverso orientamento della gestione dei progetti di formazione lavoro e sviluppo sui quali sarebbero state individuate delle gravi irregolarità;
  • allo stato attuale Promuovitalia non disporrebbe più dei fondi per pagare stipendi e creditori e questo nonostante il tentativo di riportare ordine tentato durante e il Governo Letta da un delegato dell’ex Ministro Bray, il dottor Nicola Favia, entrato per sostituzione nel consiglio di amministrazione, ma costretto a dimettersi insieme al rappresentante del Ministero dello sviluppo economico per l’impossibilità di intervenire su una situazione ormai fuori controllo. Infatti, in una nota riservata al capo di gabinetto di Massimo Bray e al segretario generale Antonia Pasqua Recchia e resa pubblica successivamente dal sito internet http://www.wired.it, il dottor Favia, aveva parlato testualmente di «faide, vendette, epurazioni e di un clima di terrore» sopravvenuto;
  • oggi a presidiare il litigioso ente è stato scelto Antonio Venturini, commercialista, il quale dovrà fare un piano di liquidazione, stilare la lista dei creditori e poi chiudere Promuovitalia;
  • l’articolo di stampa già citato pone un serio interrogativo sulla somma di circa 11 milioni e mezzo di euro che sembrano essere finiti nel nulla e a parere degli interroganti sarebbe opportuno che venisse fornita una risposta adeguata dal momento che a dicembre del 2013 a Promuovitalia sarebbero giunti circa 6 milioni di euro dal Ministero dello sviluppo economico e circa due milioni dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che rendono effettivamente quantomeno sospetta questa mancanza di liquidità;
  • ai fatti sopra esposti si aggiunge che da un articolo del 24 settembre, pubblicato sul sito http://www.key4biz.it a firma di Gianni Motta Ferilli, si apprende che il 9 settembre 2014 da Promuovitalia è partita una comunicazione verso un’azienda romana, Unicity Spa, con la quale rescindeva unilateralmente il contratto relativo alla fornitura dei servizi redazionali per Italia.it, il portale nazionale del turismo;
  • la società romana aveva ottenuto quella commessa ministeriale dopo un ricorso vinto al Tar nel 2012 per immettere contenuti nel portale a seguito di una gara europea;
  • la rescissione unilaterale viene legittimata in base a una clausola contrattuale che riguarda i sopravvenuti «motivi di interesse pubblico», riferibili alla legge n. 106 del 2014 con cui il Ministro Dario Franceschini assegna il portale all’Enit. In aggiunta, nella lettera si chiarisce che Promuovitalia non ha i fondi per pagare il lavoro svolto da Unicity negli ultimi sei mesi, motivo per cui, come è noto anche alla stampa, la dozzina di redattori del portale non percepisce lo stipendio dal mese di febbraio 2014. Nonostante il mancato pagamento, nella lettera verrebbe esplicitato che la redazione dovrà comunque continuare a lavorare, senza alcuna garanzia sulle retribuzioni dovute alle lavoratrici e ai lavoratori;
  • anche in questo caso sembrerebbe che i fondi ci siano, ma non si sappia dove siano finiti, infatti sarebbero stati stanziati 1 milione e mezzo per i tre anni di lavoro della redazione e 3 milioni per la gestione dell’appalto a Promuovitalia;
  • ciò che appare incredibile agli interroganti è che un’azienda sana che vince una gara pubblica europea, fa degli investimenti, assume personale, organizza le postazioni di lavoro, forma i lavoratori, mette a bilancio costi e ricavi, possa vedersi rescisso un contratto con soli quindici giorni di preavviso e senza che i propri lavoratori siano stati retribuiti per diverse mensilità –:

 

  • se il Governo intenda intervenire in maniera tempestiva al fine di fare chiarezza su quanto esposto in premessa e se intenda assumere i relativi provvedimenti rispetto a quanto sta accadendo all’interno dell’Agenzia Promuovitalia s.p.a., oggi oggetto di controlli da parte della Guardia di finanza, in particolare rispetto al sospetto di un ammanco in bilancio per 11 milioni e mezzo di euro, nonostante il fatto che a dicembre 2013 a Promuovitalia siano giunti circa 6 milioni di euro dal Ministero dello sviluppo economico e circa due milioni di euro dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;
  • se il Governo non intenda intervenire per garantire una soluzione positiva per i lavoratori della redazione del sito Italia.it che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa della rescissione unilaterale del contratto di fornitura di servizi da parte di Promuovitalia ai danni di Unicity, garantendo loro un futuro occupazionale certo e il pagamento degli stipendi arretrati non percepiti. (4-06385)

Written by frap1964

ottobre 16, 2014 a 22:15

Una Risposta

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  1. […] Dario Franceschini ed il MIBACT si decidano, con comodo, a rispondere alle interrogazioni del M5S e di SEL oltre che a rendere conto degli effetti operativi disastrosi di decisioni loro […]


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