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italia.it: le risposte ufficiali del sottosegretario Barracciu

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Questa mattina alle ore 08:50 presso la X Commissione Attività Produttive della Camera si sono tenute le seguenti interrogazioni:

5-03546 Mucci: Iniziative urgenti a favore del portale Italia.it.
5-03550 Prodani: Iniziative urgenti a favore del portale Italia.it.

5-03832 Mucci: Irregolarità nella gestione dell’Agenzia Promuovi Italia Spa.

Il sottosegretario Barracciu ha risposto per conto del ministro Dario Franceschini.
Dalle risposte ufficiali emergono ben poche novità rispetto a quanto era ormai già noto dopo la recente audizione del commissario straordinario Radaelli presso la X Commissione del Senato.

Interrogazioni n. 5-03546 Mucci: Iniziative urgenti a favore del portale Italia.it e n. 5-03550 Prodani: Iniziative urgenti a favore del portale Italia.it.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco alle interrogazioni con le quali l’onorevole Mucci e l’onorevole Prodani chiedono quali azioni il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo intenda porre in essere per assicurare la funzionalità del portale Italia.it in vista dell’avvio di Expo2015.
Vorrei iniziare dal 22 gennaio 2010, data nella quale veniva stipulata, tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo e la Promuovi Italia S.p.A., una convenzione per la realizzazione e l’attuazione del Portale Nazionale del turismo, con una durata prevista dal 1o febbraio 2010 al 31 gennaio 2013.
Venivano affidate alla stessa Società anche la selezione e la contrattualizzazione delle risorse professionali impiegate nella realizzazione del Portale.
Per l’affidamento dei servizi tecnici relativi allo staff di redazione del Portale, Promuovi Italia S.p.A. aveva indetto una gara europea all’esito della quale risultava vincitore il raggruppamento di imprese Monrif Net Srl – Zeppelin Group srl e Paesionline Srl.
La Unicity S.p.A, seconda classificata, impugnava avanti il TAR del Lazio i provvedimenti di aggiudicazione chiedendo l’annullamento della gara, il risarcimento dei danni nonché, in via incidentale, la sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati.
Il ricorso si concludeva a favore della società Unicity S.p.A che, per l’effetto della sentenza, si aggiudicava la gara. Il 15 maggio del 2012, Promuovi Italia S.p.A. sottoscriveva con la predetta società il contratto per la fornitura dei servizi tecnici connessi alla redazione del Portale Nazionale del turismo, per un importo di euro 1.874.157,00.
Essendosi dilatati i tempi per la conclusione delle procedure di gara veniva concessa una proroga, senza oneri aggiuntivi a carico dell’Amministrazione, fino al 30 aprile 2015.
La messa in liquidazione di Promuovi Italia S.p.A., in applicazione di quanto disposto dal comma 10 dell’articolo 16 del decreto legge 83/2014 (cosiddetto Decreto Art Bonus), ha cambiato sensibilmente lo scenario: le risorse finanziarie a disposizione non permettevano a priori il pagamento degli Stati di avanzamento dei lavori non ancora liquidati, e quelli previsti per i mesi successivi fino al termine del contratto. Il liquidatore della Società risolveva quindi il contratto con Unicity S.p.A., applicando la clausola, specificatamente apposta, che consentiva il recesso per motivi di pubblico interesse.
A seguito di ciò la Direzione generale per le politiche del turismo ha esercitato, a sua volta, il proprio diritto di recesso, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 6 (sub punto 6.1) della Convenzione del 22 gennaio 2010, nella quale era prevista la facoltà di recedere dagli impegni assunti nei confronti di Promuovi Italia S.p.A., qualora, nel corso dello svolgimento delle attività, fossero sopravvenuti fatti o provvedimenti che avessero reso oggettivamente impossibile la prosecuzione del rapporto contrattuale.
Nel contempo, nell’ottica di determinare uno sviluppo ed un potenziamento del Portale, secondo quanto disposto dallo stesso articolo 16 del decreto-legge Art Bonus, si è provveduto ad affidarne la gestione all’ENIT, a far data dal 26 settembre 2014.
Proprio in considerazione dell’urgenza, l’ENIT ha ritenuto opportuno avvalersi dalle competenze professionali del personale che aveva lavorato per Unicity, provvedendo a richiedere a detta Società lo svolgimento di servizi specifici, per un importo inferiore alla soglia comunitaria, servizi che la Società ha garantito di poter fornire senza interruzione.
In una situazione particolarmente delicata, tenuto conto della rilevanza che il Portale riveste quale insostituibile strumento di promozione e commercializzazione del «Prodotto Italia» sullo scenario internazionale, si è cercato di assicurarne la funzionalità, senza soluzione di continuità.
Al fine di realizzare un’incisiva ed innovativa azione di promozione dell’immagine dell’Italia e dei suoi aspetti di maggiore attrattività turistica, è allo studio un piano di sviluppo per apportare miglioramenti immediati in vista dell’ormai prossimo appuntamento dell’Expo2015.
Esperti di marketing e comunicazione provenienti anche dall’ENIT, lavoreranno, con la redazione, alla realizzazione di un piano strategico che terrà conto di quanto fornito dal Laboratorio del Turismo Digitale, collaborando con le Regioni, gli Enti locali e gli operatori turistici.
In ordine alla problematica delle inadempienze nei confronti dei lavoratori di Unicity, si rende noto che, con lettera raccomandata indirizzata a Promuovi Italia S.p.A., al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e ad Unicity S.p.A, la CGIL Roma Nord, in nome e per conto dei propri iscritti, ha comunicato l’intenzione di vantare il diritto alla responsabilità solidale, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 276/2003.
A tal fine, la predetta Organizzazione sindacale ha richiesto il congelamento cautelativo di ogni eventuale pagamento e/o restituzione di cauzione in favore di Unicity S.p.A. e il pagamento diretto di quanto dovuto ai lavoratori. Inoltre, nell’ottica di valutare la possibilità di una definizione stragiudiziale della controversia, ha richiesto un incontro urgente.
In riscontro alla citata lettera raccomandata, Unicity S.p.A ha dichiarato di non volersi sottrarre agli obblighi assunti nei confronti dei lavoratori e ha manifestato la propria disponibilità a partecipare all’incontro.

  Mara MUCCI, replicando, anche a nome del collega Prodani, si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta fornita dal rappresentante del Governo. In particolare, esprime apprezzamento per l’annunciato piano di sviluppo che dovrebbe apportare miglioramenti immediati al portale Italia.it anche in vista del prossimo appuntamento dell’Expo 2015. Auspica che il sottosegretario Barracciu possa essere disponibile a tornare in Commissione al fine di riferire sui risultati della realizzazione del piano strategico.

  Aris PRODANI aggiunge che permangano alcune perplessità sulle le modalità con le quali si sono attuate alcune disposizioni del cosiddetto decreto-legge Art-Bonus. Sottolinea l’importanza che il Governo chiarisca l’entità delle risorse finanziarie destinate al portale del turismo, temendo che il budget sia rimasto purtroppo invariato.

  Il sottosegretario Francesca BARRACCIU manifesta la propria disponibilità a proseguire il dialogo con la Commissione Attività produttive su tali specifiche tematiche.

Interrogazioni n. 5-03832 Mucci: Irregolarità nella gestione dell’Agenzia Promuovi Italia Spa.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all’interrogazione con la quale l’onorevole Mucci richiede alcuni chiarimenti in merito alle vicende che hanno, di recente, interessato la Società Promuovi Italia Spa.
Come correttamente rammentato dall’onorevole interrogante, Promuovi Italia spa è un’agenzia che svolge attività di formazione e promozione turistica ed è controllata al 100 per cento dall’Agenzia nazionale del turismo, ENIT, e quindi – a partire dall’ottobre 2013 – dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Occorre in primo luogo premettere che il Governo, con il decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, ha deciso la messa in liquidazione della Società Promuovi Italia, nell’ambito della complessiva riforma dello strumento operativo di promozione del turismo costituito da ENIT, che viene trasformato in ente pubblico economico.
Il Commissario liquidatore di Promuovi Italia sta procedendo celermente, attraverso una apposita «due diligence», a fare chiarezza su tutti i complessi aspetti emersi. Il Governo confida, in un breve arco temporale, di poter definire e semplificare il quadro organizzativo, rimuovendo così alla radice ogni aspetto problematico in questo settore.
Ciò premesso passo all’esame analitico dei punti dedotti, secondo l’ordine espositivo dell’onorevole Mucci.
Giova premettere che la Società Promuovi Italia eroga servizi alle Amministrazioni che le conferiscono apposite commesse. La gran parte delle commesse in questo ambito consistono nella gestione di talune azioni di sussidio alle imprese del settore: i relativi fondi non costituiscono pertanto una dotazione finanziaria di Promuovi Italia a carattere generale.
Promuovi Italia trasferisce infatti tali fondi alle imprese beneficiarie. In questo contesto può comprendersi la vicenda relativa al finanziamento del programma «Lavoro e Sviluppo» del Ministero dello sviluppo economico, come si chiarirà meglio nei punti seguenti.
Secondo dati forniti dalla società in liquidazione, nell’ambito del Progetto «Lavoro e Sviluppo» (che viene realizzato da Promuovi Italia per la parte destinata al comparto del Turismo, e da Italia Lavoro per la parte destinata al restante sistema produttivo) Promuovi Italia ha realizzato, a partire dal 2006, oltre 9.600 tirocini per soggetti disoccupati e svantaggiati residenti nel meridione, 80 per cento dei quali svolti in Regioni Obiettivo 1 e oggi Convergenza (nel sud d’Italia) e, come previsto dalla Convenzione istitutiva del Progetto, il restante 20 per cento in mobilità in Italia e all’estero (in Cina, Russia e Germania).
Negli anni che vanno dal 2007 al 2011 il 72,5 per cento dei tirocini realizzati nel Meridione (e non il 25 per cento segnalato nell’articolo di Wired) si è concluso con una offerta di lavoro ai partecipanti, verificata e certificata dai Comitati Tecnici Ministeriali che governano il progetto.
Per quanto riguarda la terza annualità del Progetto, attualmente in corso: alla data del 21 ottobre 2014 sono stati avviati 1.334 percorsi, 899 dei quali completati. Nel 39,15 per cento dei casi (tirocini conclusi) si è registrata una offerta di lavoro, corrispondente alle seguenti tipologie contrattuali:

rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato: 51 per cento
rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato: 13 per cento
altre tipologie contrattuali: 36 per cento.

  Per quando riguarda gli affitti a tirocinanti fuori sede: gli alloggi sono sempre stati individuati sulla base di procedure ad evidenza pubblica, attivate dal 2006 all’aprile del 2010 dall’Amministratore Delegato della Società, e, successivamente, dal Direttore Generale poi licenziato, in carica da quella data. Su questa vicenda il Consiglio di Amministrazione di Promuovi Italia ha realizzato un audit interno. L’ex Direttore generale ha ritenuto di denunciare il caso all’attività giudiziaria che sta verificando la situazione. La Società ha garantito e garantisce la massima collaborazione all’Autorità Inquirente.
Riguardo alla posizione del sig. Bussandri, riferisco che, in seguito alla ristrutturazione della società, egli ha effettivamente accettato la novazione alla qualifica di quadro offerta anche agli altri dirigenti licenziati.
Un’accurata verifica ex post dei conti di Promuovi Italia (periodo 2008-2012) ha fatto emergere alcune criticità rilevanti, segnalate in una apposita «due diligence» disposta dall’Organo amministrativo nel primo trimestre 2014 e realizzata da KPMG (primario advisor internazionale).
In particolare, sono stati rilevati:

forti scostamenti tra budget e consuntivi di periodo;
mancato accantonamento del TFR;
costo del lavoro elevato e non soggetto ad alcun controllo;
risultati di bilancio insufficienti a sostenere la struttura dei costi, nonostante l’azienda sia in house ed operi quindi su margini prefissati.

  Per quanto attiene al Bilancio 2013, il Consiglio di Amministrazione ha approvato il 27 maggio scorso il Progetto e la Relazione, che hanno avuto anche il parere favorevole del Collegio Sindacale. Il documento è stato portato in Assemblea il 10 luglio scorso ma, in presenza delle procedure di messa in liquidazione (prevista, come è noto, dall’articolo 16 del Decreto Legge «Art Bonus»), è stata rinviata la sua approvazione, in attesa delle verifiche del Liquidatore.
Una profonda riorganizzazione aziendale si era resa necessaria in applicazione della legge 135/2012 (spending review), e per mettere sotto controllo i conti, che già dal primo trimestre 2012 non erano in equilibrio, soprattutto per il costo del lavoro e per i problemi emersi in alcune commesse.
Il Consiglio di Amministrazione, nominato nel giugno 2012, ha operato sulla base di indicazioni di carattere generale, dettate da esigenze di spending review, in ordine alla riduzione dei costi. In tale contesto si colloca il licenziamento dell’ex Direttore generale della società, che è risultato pienamente legittimo anche in sede contenziosa ove il Giudice del Lavoro, nei mesi scorsi, ha respinto il ricorso presentato dall’ex Direttore avverso il suo licenziamento in tronco, condannandolo alle spese legali.
Indubbiamente il clima interno particolarmente conflittuale, ha effettivamente pregiudicato la corretta funzionalità della società ed ha concorso nella decisione del Governo di porre in liquidazione la Società.
In questo contesto il progetto Lavoro e Sviluppo, che prevede tre annualità (le prime due già esaurite dalla precedente gestione), è in corso di definizione con la prevista rendicontazione al Ministero dello sviluppo economico. L’anticipazione dei 12,47 milioni cui fa riferimento l’onorevole interrogante è riferita alla terza annualità e di tal somma risultano già erogati da Promuovi Italia nei confronti dei soggetti beneficiari 7,63 milioni.
Stiamo valutando gli strumenti più adeguati, d’accordo con il Ministero dello sviluppo economico, per definire le residue procedure nel quadro della liquidazione di Promuovi Italia.
La mancanza di liquidità in una società come Promuovi Italia deriva da una condizione di parziale sbilancio delle poste in essere derivanti dalla attuale fase di liquidazione. Le peculiari gestioni di questo genere possono presentare uno iato cronologico tra la corresponsione dei fondi e l’incasso delle somme corrisposte dalle Amministrazioni.
Come sopra chiarito, Promuovi Italia (a differenza di altre Società di Stato) non dispone di una dotazione finanziaria propria: le vengono assegnati incarichi (commesse), che vengono portati a termine e per i quali riceve i pagamenti dovuti.
Ad esempio, sulla base delle Convenzioni che dispongono le attività, i Ministeri committenti anticipano le somme, in altri casi liquidano stati di avanzamento, e cioè rimborsano costi già sostenuti. Se c’è equilibrio, la società riesce ad onorare gli impegni nei tempi dovuti (e secondo standard eccellenti, sempre prendendo in considerazione l’ambito delle Società di Stato), se c’è disequilibrio, la gestione va in sofferenza.
Come ho precedentemente esposto, Promuovi Italia ha manifestando la volontà di recedere dal contratto con Unicity, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 11.6 del contratto, per sopravvenuti motivi di pubblico interesse cosi come comunicato dalla Direzione generale per le politiche del turismo per le vie brevi. Ribadisco infatti che il Governo, con il decreto legge del 31 maggio 2014, n. 83, convertito in legge il 29 luglio 2014, n. 106 ha disposto, nell’ambito della liquidazione di Promuovi Italia Spa l’attribuzione ad Enit, tra l’altro, della gestione del portale «Italia.it» al fine anche del suo potenziamento. L’azienda, a tutela propria, dell’Amministrazione e dell’azionista, ha presentato tra il gennaio ed il maggio 2014 ben 5 denunce-querela alla Procura della Repubblica di Roma, in merito a varie fattispecie di reato. Risulta che sono in corso le indagini, affidate dai PM alla Polizia giudiziaria.
Peraltro, per i rilevanti riflessi di ordine economico ed erariale (connessi agli illeciti emersi), il Consiglio di Amministrazione uscente ha informato doverosamente la Procura della Corte dei Conti del Lazio, che ha aperto apposito fascicolo. L’Unità di Verifica degli Investimenti Pubblici, nel corso dei controlli effettuati sulle commesse assegnate alla società, ha rilevato difformità nelle rendicontazioni presentate all’Unione europea negli anni 2010-2012. Il liquidatore ha in corso le opportune interlocuzioni con gli uffici competenti per risolvere i numerosi problemi.
La società Promuovi Italia comunica di non aver notizie in merito al fatto che la Guardia di Finanza starebbe indagando su fatture false emesse da Promuovi Italia. Sono però in corso diverse inchieste da parte della Procura della Repubblica di Roma. Quella sul sistema informatico vedrebbe un indagato (sulla base delle risultanze odierne), mentre la polizia giudiziaria ha compiuto un’acquisizione di documenti circa dieci giorni fa, relativamente alle buste paga falsificate.
Per quanto riguarda l’asserita assunzione di un nipote del dott. Rocca, all’epoca dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, da accertamenti in merito (svolti anche dall’Organismo di vigilanza ex decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) è risultato che una persona – in rapporti di parentela con la moglie del funzionario ministeriale – è stata contrattualizzata dall’azienda nel 2011 come collaboratore a progetto per effetto di una procedura non conforme. L’incarico gli è stato successivamente rinnovato sino all’ultima scadenza (luglio 2014), dopo di che l’azienda ha interrotto il rapporto.
I mancati pagamenti alla società Unicity sono legati al complesso procedimento di messa in liquidazione di Promuovi Italia. Come noto il liquidatore è tenuto ad ordinare secondo i titoli di preferenza della legge civile, i crediti avanzati dai fornitori e dagli altri creditori della società. Peraltro la gestione del portale, in base al decreto legge 83/14, più volte richiamato, verrà curato da ENIT.
Riferisco, da ultimo, che il costo del personale di Promuovi Italia (inteso come dipendenti e collaboratori) si attesta, a settembre 2014, su un importo lordo aziendale mensile di 369.073 euro (che comprende contributi previdenziali e pensionistici, accantonamenti per trattamento di fine rapporto e ogni altro onere), e registra una consistente riduzione rispetto ai costi ereditati dalla precedente gestione.
I costi del personale sono imputati alle commesse per le quali il personale di Promuovi Italia lavora.

Mara MUCCI (M5S) replicando, ringrazia il sottosegretario per l’articolata risposta fornita. Si riserva tuttavia di valutarne il contenuto ad una lettura maggiormente approfondita. Esprime infine preoccupazione per l’attuale situazione di Promuovi Italia Spa.

Written by frap1964

novembre 6, 2014 a 21:17

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