Magic Italy

"I numeri di Italia.it sono la base di partenza di un progetto più ampio basato sulle 3 C del turismo digitale: Coopetition, Condivisione e Connessioni."

italia.it: il piano strategico del turismo

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Il 27 luglio u.s. il Comitato Permanente del Turismo ha approvato la prima bozza del piano strategico di sviluppo del turismo [italiano] 2017-2020.
Nella seconda metà del mese di settembre il piano dovrebbe approdare in Conferenza Stato-Regioni, passare quindi alle X Commissioni di Camera e Senato per l’acquisizione del parere obbligatorio, ma non vincolante, ed infine essere approvato dal Consiglio dei Ministri ad ottobre o novembre 2016.
Sempre che nel frattempo il NO al referendum costituzionale non ponga fine prematura al governo renziano, cosa altamente auspicabile, imho.


In questo caso il piano strategico del turismo seguirebbe probabilmente lo stesso iter e destino del precedente, voluto dal ministro Piero Gnudi e commissionato a Boston Consulting Group per 35.000 euro, ma mai ufficialmente approvato dall’allora governo.
Nella seduta del 18 gennaio 2013 del Consiglio dei Ministri di allora, infatti,

Il Consiglio ha preso atto del lavoro istruttorio finora fatto.

Il senatore a vita Mario Monti decise che non fosse il caso di dare al piano definitiva approvazione, non volendo ricondurre tale azione ad un’atto di ordinaria amministrazione di un governo già dimissionario.

Soltanto il 29 ottobre del 2015, cioè 33 mesi dopo, al forum di Napoli, il ministro Dario Franceschini, dopo le indimenticabili farse di Verybello e del TDLAB, decise di reinsediare il Comitato Permanente del Turismo assegnandogli l’alto compito di redigere un nuovo piano strategico del turismo nazionale.

Ci sono voluti ulteriori nove mesi solo per stenderlo, durante i quali si è assistito al susseguirsi di forum, Stati Generali, maratone, improbabili siti di discussione “dal basso”, tavoli di concertazione, convegni e convenzioni da 1,5 milioni di euro tra MIBACT ed Invitalia  per supportare

l’elaborazione degli indirizzi strategici e di programmazione delle politiche per lo sviluppo del settore turistico” e del “piano nazionale sul turismo

nonché altre “promesse”, annunci, bla bla bla e varie amenità.

Il Piano strategico del Turismo “sarà approvato in Consiglio dei Ministri il prossimo 27 luglio“.
L’indicazione è arrivata dal direttore generale Turismo del Mibact, Francesco Palumbo, in occasione del convegno ‘Nuovi modelli di governance per il turismo italiano’ in corso alla Luiss Business School di Roma. [19 maggio 2016]

Ovviamente non è andata affatto così, ci vorranno come minimo altri tre mesi  – se basteranno – e ciò nonostante l’allegro cinguettare del sottosegretario con delega al turismo Dorina Bianchi.

BianchiTwiterPST

Alla fine saranno passati, inutilmente, quasi 4 anni dal precedente piano di Piero Gnudi.

Ovviamente, manco a dirlo, la bozza del “nuovo” indispensabile documento non è stata resa pubblica su alcuno dei siti ufficiali del MIBACT, in perfetta coerenza con il metodo aperto e partecipato di cui si rivendica l’approccio nel testo.
Tuttavia il documento è apparso sul web per iniziativa di Assoturismo, e quindi il piano (in bozza) si può scaricare e consultare liberamente.
Si tratta, oggettivamente, di un meraviglioso libro dei sogni articolato su quattro obiettivi generali, tre principi trasversali e lungo 97 pagine:

A) Innovare, specializzare e integrare l’offerta nazionale
B) Accrescere la competitività del sistema turistico
C) Sviluppare un marketing efficace e innovativo
D) Realizzare una governance efficiente e partecipata nel processo di elaborazione e definizione del Piano e delle politiche turistiche

1)  Sostenibilità
2)  Innovazione
3)  Accessibilità/permeabilità fisica e culturale

StrutturaPST

La retorica della costruzione “dal basso” del piano ha prodotto i seguenti numeri sul sito pst.beniculturali.it

  • 81 idee (la raccolta di nuove idee si è momentaneamente chiusa il 30 giugno u.s.)
  • 880 membri iscritti
  • 236 commenti alle idee postate
  • 950 voti alle idee postate

che per un comparto che vale il 10% del PIL nazionale e dà lavoro ad oltre 2,5 milioni di persone sono numeri a dir poco risibili.
Meno di “un’idea” (idee… lasciamo perdere, va’…) ogni 10 iscritti, a dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, della credibilità riconosciuta a tutta l’operazione.

I quattro obiettivi principali del piano sono a loro volta suddivisi in (3+5+3+3=14) obiettivi specifici ed infine in (10+20+13+6=49) linee di intervento; le azioni effettive ed operative sono invece tutte rimandate a successivi piani di attuazione annuali.

ABCD_PST

Il piano strategico precedente, se non altro, era strutturato in sette linee guida

1. Governance: potenziamento del supporto e del coordinamento centrale.
2. Rilancio dell’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT): riprogettazione della missione e dell’organizzazione, in linea con le migliori agenzie internazionali per il turismo, con adeguata disponibilità di risorse umane e finanziarie.
3. Miglioramento dell’offerta: focus su 30-40 poli prioritari, innovazione, segmenti BRIC e affluent (per alzare il valore della spesa media per turista).
4. Ricettivo: riqualifica e consolidamento.
5. Trasporti e infrastrutture: evoluzione coerente con i bisogni del turismo.
6. Formazione e competenze: riqualificazione della formazione per tutta la [filiera] turistica e attrattività delle professioni.
7. Investimenti: attrazione degli investimenti tramite incentivi specifici e “burocrazia zero”.

ed in 61 azioni, ben suddivise in

  • Azioni prioritarie (alto impatto economico, alta velocità di esecuzione)
  • Azioni di lungo periodo, ma da avviare immediatamente (alto impatto economico, velocità di esecuzione medio-bassa)
  • Azioni rapide a basso impatto (impatto economico medio-basso, alta velocità di esecuzione)
  • Azioni in seconda priorità (impatto economico medio-basso, velocità di esecuzione medio-bassa)

con tanto di tempistiche sugli obiettivi da implementare nell’arco di al più 36 mesi, e in qualche caso oltre.
Le azioni da mettere in atto erano descritte in modo sintetico, schematico e sufficientemente chiaro.

Nel confronto il piano attuale appare un papocchio generico, burocratico, prolisso, noioso ed indigeribile, strutturato male e scritto, se possibile, anche peggio; oltre che 40 volte più costoso e totalmente privo di azioni concrete, di priorità e di tempi di attuazione.
Provare e confrontare per credere.

La “valorizzazione integrata” di questo e di quello è il nuovo mantra da perseguire.

A.1 – Promuovere la valorizzazione integrata delle aree strategiche di attrazione turistica e dei relativi prodotti (pag. 45)
A2. Promuovere la valorizzazione integrata delle destinazioni turistiche emergenti (pag. 46)

 

 

Da segnalare, poi, come proposito memorabile, a pag. 33:

c) L’esperienza di viaggio in Italia sarà resa pienamente aderente alle richieste e alle aspettative del turista


Il viaggiatore è al centro del sistema di valorizzazione: tutti i servizi e più in generale tutte le condizioni che permettano di trasformare la visita in una esperienza memorabile vanno orientati alla piena soddisfazione del turista, in modo da spingerlo a tornare e a condurre nuove persone a visitare il nostro Paese.

che, per un piano strategico così delineato, più che un obiettivo auspicabile e/o un sogno, appare una chimera.

Ciò che comunque interessa evidenziare qui è:

  • l’obiettivo specifico B1 – Digitalizzare il sistema turistico italiano
    e le linee di intervento B.1.1 – Creazione di un ecosistema digitale della cultura e del turismo

Per la crescita dell’uso del digitale nei settori del turismo e della cultura è prioritario investire su open data, open services e big data, combinando dati pubblici e dati privati, applicando standard e regole di utilizzo, in grado di mettere a disposizione del turista un ecosistema di informazioni e servizi a valore aggiunto capillarmente adattato alle necessità territoriali.
Centrale sarà la partecipazione e il coinvolgimento delle realtà regionali e locali, in particolare per:
– completare la mappatura dei luoghi della cultura e degli eventi di grande rilievo nazionale;
– identificare, convogliare e correlare in una Digital Library le innumerevoli fonti presenti sul web all’interno del “Mosaico della Bellezza” per renderle fruibili attraverso specifiche politiche di accesso e di condivisione;
– disporre su mappa, attraverso una Travel Library, il viaggio che il turista può fare per fruire dei luoghi della Bellezza, identificando percorsi (cammini, ciclovie, etc.), integrando servizi sul percorso e svolgendo un ruolo di normalizzazione delle tipicità locali;
– definire e ampliare le ontologie del “Mosaico della Bellezza” per l’armonizzazione dei dati diffusi secondo un criterio di coerenza e produttività.
L’ecosistema digitale potrà alimentare anche i sistemi informativi previsti nel contesto delle linee di intervento D.1.2 e D.1.3.

e B.1.3 – Interoperabilità digitale DMS

La presente linea di intervento punta a realizzare e implementare un’unica piattaforma digitale per la “Destinazione Italia” attraverso un Destination Management System (DMS) per la gestione integrata dell’informazione, promozione ed eventuale commercializzazione dell’offerta e l’interoperabilità tra portali turistici dei diversi livelli di destinazione, realizzando:
– un Data Base centrale di raccolta, aggregazione e organizzazione delle informazioni sulle risorse turistiche e di distribuzione dei prodotti verso diversi soggetti e canali, che trarrà i propri contenuti anche dal “catalogo delle destinazioni e dei prodotti” di cui alla linea di intervento A.1.1;
– un sistema di Customer Relationship Management (CRM) che permetta di assemblare pacchetti di informazioni e offerte personalizzate e di curare il contatto con i turisti;
– un eventuale sistema di booking integrato / dynamic packaging che permetta la prenotazione e la vendita di servizi e prodotti turistici e il dialogo con altri sistemi di booking attraverso channel manager;
– un Content Management System (CMS) integrato per la realizzazione di siti web, sia tematici che di destinazione.

  • l’obiettivo specifico C3 – Rafforzare la digitalizzazione dei servizi di promozione e commercializzazione
    e la linea di intervento C.3.4 – Infrastruttura digitale per la commercializzazione dell’offerta

    Promuovere la digitalizzazione dell’offerta turistica, creando le infrastrutture necessarie per la completa integrazione dei servizi privati con quelli pubblici (ticketing dei musei, eventi, biglietti di viaggio), consente di facilitare il percorso di acquisto dei servizi.
    A tal fine, si punterà a intervenire sulla semplificazione e razionalizzazione dei sistemi pubblici perché mettano a disposizione servizi digitali, soprattutto in modalità open data e/o open services, e sviluppino servizi più interattivi e transattivi, attraverso specifiche operative condivise che possono condurre alla standardizzazione degli elementi informatici (descrizioni, informazioni e transazioni operative e commerciali)

A fronte di tutto questo, peraltro perfettamente in linea con quanto già previsto dal decreto Art Bonus del 2014,

Art. 16

Trasformazione di ENIT in ente pubblico economico e liquidazione di Promuovi Italia S.p.A.

2. L'ENIT, nel  perseguimento  della  missione  di  promozione  del
turismo,  interviene  per  individuare,  organizzare,  promuovere   e
commercializzare i servizi turistici (( e culturali e per favorire la
commercializzazione  dei  ))  prodotti  enogastronomici,   tipici   e
artigianali in Italia e all'estero, con particolare riferimento  agli
investimenti nei mezzi digitali, (( nella piattaforma  tecnologica  e
nella  rete  internet  attraverso  il   potenziamento   del   portale
"Italia.it", anche al fine di realizzare e distribuire una Carta  del
turista, anche solo virtuale,  che  consenta,  mediante  strumenti  e
canali digitali  e  apposite  convenzioni  con  soggetti  pubblici  e
privati, di effettuare pagamenti a prezzo ridotto  per  la  fruizione
integrata di servizi pubblici di trasporto e  degli  istituti  e  dei
luoghi della cultura. ))

 

sarebbe molto interessante comprendere oggi il senso delle dichiarazioni dei mesi e settimane scorsi del consigliere delegato di ENIT Fabio Maria Lazzerini sul “nuovo” ecosistema digitale da realizzare

Ecosistema

e, più recentemente, della neo-direttrice dell’innovazione e strategia digitale di ENIT Roberta Milano, secondo cui

Tra gli obiettivi ci sarà anche la promocommercializzazione del prodotto Italia?

Il lavoro dell’Enit serve sicuramente a far vendere di più l’Italia ma questo non vuol dire che debba farlo direttamente. La promocommercializzazione non è una priorità ma chi ha già iniziato un percorso positivo in questo senso continuerà a farlo.

Se cortesemente volessero spiegarlo più nel dettaglio, perché la sensazione è che, in ENIT, vogliano percorrere strade diverse o parziali rispetto a quelle indicate dal Parlamento e/o dal futuro piano strategico nazionale del turismo…

O no?


 

P.S. Il piano strategico prevede anche (pag. 83)

  • C3 – Rafforzare la digitalizzazione dei servizi di promozione e commercializzazione
    C.3.3 Coordinamento delle social media strategies territoriali

    Accrescere l’efficacia della comunicazione turistica tramite social network, offrendo contenuti che catturino l’attenzione del viaggiatore grazie anche al potere evocativo delle immagini (luoghi, paesaggi, cibo, artigianato), richiede una condivisione efficace tramite la definizione di strategie unitarie.
    In ambito social la logica win win, ottenibile con una semplice condivisione di contenuti, rappresenta la migliore risposta al rafforzamento dell’attrattività dell’intero territorio nazionale.
    Nell’ambito della presente linea di intervento si punterà a favorire politiche unitarie volte all’investimento sul capitale umano sia pubblico che privato, così da dar vita a un patrimonio di competenze utile ad accrescere e qualificare la presenza sui social media (pubblico, privati).
    Creare e partecipare alle conversazioni con linguaggi corretti, rispondendo ai commenti e fornendo informazioni utili e rilevanti, è il principale risultato da raggiungere tramite il coordinamento delle social media strategies territoriali.
    È evidente, in tal senso, l’integrazione funzionale tra la presente linea di intervento e la linea C.3.1, attraverso la quale si punterà a definire “indirizzi condivisi” e comuni “regole editoriali per le conversazioni digitali”.
    Il Forum dei DMO (linea C.1.5) rappresenta una piattaforma di confronto e di integrazione funzionale anche a tali fini.

 

Written by frap1964

agosto 7, 2016 a 22:45

3 Risposte

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  1. Il nuovo Piano Strategico del Turismo è un puzzle delle str… anezze che i “soliti noti” vanno dicendo instancabilmente da circa 20 anni (quelli che se fossero davvero bravi, poiché è dal secolo scorso che ci raccontano il come si fa e il come si dovrebbe fare, il turismo nazionale non sarebbe in queste condizioni.
    Quelli che, caso strano, hanno fatto la parte dei “leoni” nella stesura dell’ennesimo Piano (6 in cinque anni se non sbaglio) nella “buffonata” pre e post Pietrarsa.
    … e un Enit così non da la minima logica d’esistere.

    luardoino

    agosto 8, 2016 at 08:06

    • Se si fa una verifica, si vede che buona parte delle azioni del piano di Gnudi sono in realtà riproposte nel nuovo piano, molto ben impapocchiate in “linee di azione”, insieme ad altre secondarie questioni di mera gestione, il tutto infarcito in un eloquio prolisso da dott. Azzeccagarbugli; tra sostenibilità, innovazione ed accessibilità, utilizzate essenzialmente come slogan.

      frap1964

      agosto 8, 2016 at 08:58

  2. […] (serve velocità) […]


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