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"…entro la metà dell'anno prossimo conto di portare a termine questo progetto."

italia.it: il governo del cambiamento

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La recente pubblicazione del contratto di governo del cambiamento M5-Lega riaccende improvvisamente i riflettori sull’annosa questione del portale nazionale del turismo:
una storia tutta italiana che compirà, proprio domani, i suoi primi 14 anni di vita.
Nel documento si stronca poi, senza appello, la gestione Renzi/Gentiloni – Franceschini dell’ ENIT negli ultimi 4 anni.

Il “portalone” emette infatti i suoi primi formali e virtuali vagiti con il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 28 maggio 2004.
Ma viene concepito, almeno sei mesi prima, nella mente di Massimo Colomban, un noto imprenditore veneto, fondatore del gruppo internazionale Permasteelisa, poi ceduto ai manager dell’azienda per ritirarsi a vita più tranquilla in un sontuoso castello-hotel 5 stelle del trevigiano: Castelbrando.
Ai tempi (novembre 2003) Colomban era presidente di Sviluppo Italia Veneto; più di recente, invece, assessore alle partecipate del Comune di Roma nella giunta di Virginia Raggi.
Lasciata, appena tre mesi fa, non senza roventi polemiche.


è stato il primo progetto… che io ho dovuto buttare la spugna, tanto per essere chiari… 

Le cronache dell’epoca ricordano i 140 milioni di euro del mega-progetto “Scegli Italia” varato il 16 marzo del 2004 dal governo Berlusconi II e dal ministro dell’innovazione Lucio Stanca; poi ridimensionati a 90, diventati 45 iniziali, saliti a 58,1 ecc. ecc.
Un disastro annunciato.

Tralasciando tutto il seguito di ancor più grottesche vicende, si arriva, con un preciso balzo decennale, al “famoso” decreto Renzi-Franceschini n. 38 del 31 maggio 2014, meglio noto come decreto Art Bonus, che riforma e trasforma l’ENIT in ente pubblico economico, affidandogli una precisa missione all’ art. 16 comma 2; cioè prevedendo che:

L’ENIT, nel perseguimento della missione di promozione del turismo, interviene per individuare, organizzare, promuovere e commercializzare i servizi turistici, i prodotti enogastronomici, tipici e artigianali in Italia e all’estero, con particolare riferimento agli investimenti nei mezzi digitali.

In sede di conversione in legge del decreto, la formulazione cambia leggermente.
Le Commissioni della Camera VII e X riunite nella seduta del 01/07/2014, su proposta del deputato Gianluca Benamati e di diversi altri parlamentari PD, approvano l’emendamento 16.19 il cui testo prevede

Al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: nella piattaforma tecnologica e nella rete internet, anche al fine di realizzare e distribuire una Carta del Turista che consenta, mediante strumenti e canali digitali e apposite convenzioni con soggetti pubblici e privati, di effettuare pagamenti a prezzo ridotto per la fruizione integrata di servizi pubblici di trasporto e degli istituti e dei luoghi della cultura.

Nella successiva discussione in aula del 08/07/2014 il deputato PD Paolo Coppola, laurea e dottorato in Informatica e professore associato di Informatica, propone con emendamento 16.107:

Al comma 2, dopo le parole: Carta del turista aggiungere le seguenti:, anche solo virtuale,

Si arriva così alla formulazione finale, attuale e tutt’ora vigente:

2. L’ENIT, nel perseguimento della missione di promozione del turismo, interviene per individuare, organizzare, promuovere e commercializzare i servizi turistici (( e culturali e per favorire la commercializzazione dei )) prodotti enogastronomici, tipici e artigianali in Italia e all’estero, con particolare riferimento agli investimenti nei mezzi digitali, (( nella piattaforma tecnologica e nella rete internet attraverso il potenziamento del portale “Italia.it”, anche al fine di realizzare e distribuire una Carta del turista, anche solo virtuale, che consenta, mediante strumenti e canali digitali e apposite convenzioni con soggetti pubblici e privati, di effettuare pagamenti a prezzo ridotto per la fruizione integrata di servizi pubblici di trasporto e degli istituti e dei luoghi della cultura. ))

L’indicazione del legislatore, ed in particolare della maggioranza PD, è fin troppo chiara ed inequivocabile.

Un anno dopo, il 03/07/2015, il ministro Dario Franceschini nomina i due consiglieri del CdA di ENIT, Fabio Maria Lazzerini, assai gradito a Federturismo Confindustria, ed Antonio Nicola Preiti, con trascorsi renziani turistici e non al comune di Firenze.
A seguire, il 24/07/2015, la sabauda Evelina Christillin viene nominata nuovo presidente del CdA di ENIT.
Il CdA si insedia il 07/10/2015 ed impiega 5 mesi e mezzo per nominare, solo il 21/03/2016, il nuovo direttore esecutivo Giovanni Bastianelli.
Ci vorranno altri 3 mesi per scegliere, il 13/07/2016, il Direttore Marketing Digitale, Roberta Milano, tra il tripudio generale di larga parte del web turistico 2.0 .

Ma non finisce qui.
Perché, come scrive oggi Luciano Ardoino sul suo blog tuttosbagliatotuttodarifare, a fine 2015, con apposito comma della legge di stabilità si stabilisce che:

479. Al fine di assicurare la piena ed efficace realizzazione degli obiettivi istituzionali perseguiti, non si applicano alle federazioni sportive nazionali affiliate al Comitato olimpico nazionale  italiano (CONI)  e  all’ENIT-Agenzia  nazionale  del  turismo  le   norme   di contenimento delle spese previste dalla legislazione vigente a carico dei  soggetti  inclusi   nell’elenco   dell’Istituto   nazionale   di statistica   (ISTAT)   delle   amministrazioni   pubbliche   di   cui all’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009,  n.  196,  e  successive modificazioni. All’attuazione della disposizione di cui al precedente periodo si provvede  nell’ambito  degli  stanziamenti  autorizzati  a legislazione vigente.

I fondi, finalmente, non mancano: ENIT chiuderà il 2016 in utile di € 15.857.914,00.
I vincoli burocratici sono stati ridotti.
I fantastici cinque dell’ENIT dovrebbero solo chiamare qualche (vero) esperto del settore e far stendere un progetto operativo di creazione di una piattaforma informatica nazionale di gestione di carte turistiche virtuali: praticamente il “nuovo” Italia.it targato PD.
E poi, evidentemente, metterlo a gara e infine a disposizione di tutte le 20 regioni e 7954 comuni italiani.

Semplicemente, non lo faranno mai.
Anzi, in più occasioni ed a più riprese sosterranno pubblicamente che

Ci stiamo lavorando, ma non è una priorità.

e che

I numeri di Italia.it sono la base di partenza di un progetto più ampio basato sulle 3 C del turismo digitale: Coopetition, Condivisione e Connessioni.

e più recentemente (Fabio Maria Lazzerini)

entro la metà dell’anno prossimo conto di portare a termine questo progetto

In buona sostanza, annunci inconcludenti ed aria fritta.

Il 01/12/2016, al BTO fiorentino, si scoprirà che il progetto del “nuovo” Italia.it è stato effettivamente presentato dalla savonese Roberta Milano al MiBACT; ma sembra essere poco più che la riproposizione di un progetto fallimentare interregionale ligure del 2005.
Nostalgie territoriali, belin.

Poi nel novembre 2017 l’addio improvviso, ma “senza contrasti

Dopo un anno e mezzo intenso e costruttivo…

Una scelta dettata da motivi personali che l’ente di promozione sceglie di non commentare.

Tre mesi appena ed è la volta di un nuovo Direttore Marketing, Maria Elena Rossi, nominata il 15/02/2018, in arrivo da DMO Piemonte Scarl, società in-house della regione Piemonte per la promozione del turismo e dell’agroalimentare.
Non è dato sapere, ad oggi, cosa intenda fare e/o proporre nello specifico del portale italia.it e rispetto alla missione affidata dalla legge ad ENIT.

Cosa ne pensi invece di tutto ciò il nascente mancato rinato “governo del cambiamento” è abbastanza palese:

La riorganizzazione di ENIT sarà cruciale per attivare un volano importante per la promozione dell’Italia all’estero, secondo obiettivi definiti e una trasparente misurazione dei risultati.

A livello di strategia nazionale va recuperata una gestione efficiente ed efficace del marketing Paese realizzato attraverso l’Ente di Promozione del turismo che in questi anni ha fallito gli importanti obiettivi di promozione coordinata dell’Italia all’estero, ingoiando risorse pubbliche senza il minimo controllo.
Gli interventi che ci si propone in questo ambito passano dunque innanzitutto per una ridefinizione completa del sistema di governance di ENIT e del suo funzionamento finanziario, economico ed operativo.

E poi

L’intervento complessivo in ambito di marketing non può prescindere dagli interventi nell’ambito della digitalizzazione, affinché sia reale e diffusa, non solo con l’estensione del wi-fi sul territorio, ma anche e soprattutto con l’implementazione di pratiche ed iniziative che consentano di governare realmente i flussi del turismo, anche e soprattutto in un’ottica predittiva.
Il turismo nel mondo ormai è prevalentemente digitale: l’offerta e la domanda turistica si muovono a livello globale in contesti trasformati digitalmente ed altamente disintermediati, come accade nei settori manifatturieri tradizionali.
L’Italia non può restare fuori da questa trasformazione.
È dunque cruciale governare questo importante ambito sia dal lato dell’offerta (destinazioni, vettori di trasporto, piattaforme e Olta, player social globali, ecc.) che da quello della domanda (ampliamento dell’accesso alle informazioni, monitoraggio ed integrazione delle fonti, gestione dei Big Data, segmentazione, profilazione e definizione dei trend previsionali), attraverso la revisione delle piattaforme digitali esistenti e la realizzazione di una piattaforma nazionale unica dedicata al turismo e al turista, non solo come piattaforma di comunicazione e promozione del Paese, ma anche come piattaforma di e-commerce del prodotto turistico culturale (prenotazione alberghi, tour, ristoranti, biglietteria museale e teatrale), al fine di riuscire a fare dell’Italia la nazione alla quale in futuro tutto il mondo guarderà come modello turistico, come accade oggi per altre eccellenze riconosciute universalmente.

Bum!
Che l’Italia possa diventare

la nazione alla quale in futuro tutto il mondo guarderà come modello turistico,

mi pare un proposito un po’ troppo arduo e/o azzardato.
Io comincerei, piuttosto, volando un tantinello più bassi.

Mi sarei aspettato, senza alcun pregiudizio, grandi novità, idee azzardate, almeno diverse e comunque inedite sul turismo, ma dal documento M5s-Lega del Contratto di governo non si legge niente di tutto questo.

Questo è l’incipit di un pezzo di Antonio Preiti ( CdA ENIT ) su Huffington Post.

In altra parte si afferma che bisognerebbe che l’Italia si dotasse di una sua piattaforma di prenotazione online.
Questione molto importante.
Ma prima una nota, e poi un ragionamento economico.
Nel mondo globale una piattaforma nazionale non è proprio concepibile.

E su ENIT

Veniamo a un altro punto che riguarda l’Enit. Non è detto chiaramente, ma si intuisce che l’obiettivo  sarebbe una sua “statalizzazione”, cioè un ritorno all’indietro. In tre anni l’Enit ha cambiato pelle. Ha la forma giuridica dell’ente economico, proprio per poter realizzare quella che il documento evoca come l’esigenza di avere una piattaforma che “venda”, oltre che a promuovere e che possa creare accordi pubblico-privati. Se questo è l’obiettivo, non si dovrebbe pensare a una sua statalizzazione: se torna nella pubblica amministrazione, come fa l’Enit a vendere o a fare accordi di partenariato con imprese private? Semplicemente la legge lo impedisce.

Io credo che con

… una ridefinizione completa del sistema di governance di ENIT e del suo funzionamento finanziario, economico ed operativo.

si intenda, invece, tutt’altro.
E infine

Siamo alla conclusione. Il turismo italiano sta bene. Ha problemi di ipertrofia per alcune città e di sotto-utilizzazione in altre, ma se il resto della nostra economia stesse come il turismo, non saremmo preoccupati.

Naturalmente esiste una distanza tra la realtà e le potenzialità del paese e bisognerà pur colmarla, in qualche misura.
Tanto può esser fatto meglio, ma in maniera più rigorosa, a cominciare proprio da come si descrivono i problemi e come si impostano le soluzioni.
Abbiamo bisogno di idee nuove, piuttosto.

Secondo me, oltre che di idee nuove, abbiamo anzitutto bisogno di persone nuove.
Il turismo italiano sta bene?
Qualcuno meno.

Intanto il ministro uscente Dario Franceschini ha postato su Twitter una sua foto con scatolone in mano, per un social-addio very bello: sicuramente contiene anche l’indimenticato ed indimenticabile TDLAB, quello famoso dell’aria fresca (o era fritta?) che arrivava in video, da Roma, per la firma solenne.

La netta sensazione è che a breve prima o poi, anche in ENIT, più d’un “esperto” presunto di turismo dovrà preparare le sue valigie per un inevitabile viaggio senza ritorno.

Qui si spera nei prossimi arrivi, con limitata fiducia, visto il desolante pregresso. 🙂

 

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Written by frap1964

maggio 27, 2018 a 18:10

Pubblicato su Magic Italy

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3 Risposte

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  1. Grazie dell’accenno al “mio” post ma non lo merito… e comunque sia, beh; la vedo davvero ma davvero dura.
    Sono tante le cose che avevamo preannunciato anni prima come funeste per questa economia con questo tipo gente… e che nel proseguo si sono dimostrate, ahinoi, perfettamente esatte.
    Sarà fortuna?
    Per quanto mi riguarda, da quel che leggo e sento, non credo che possa cambiare qualcosa in meglio col nuovo che avanza.
    Sono anche certo che vorrebbero fare, ma senza basi e senza… vabbeh, ai posteri l’ardua sentenza.

    P. S.: Qualcuno nel passato sosteneva, a ragione, che: Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
    A cui, modestissimamente aggiungo che se ripercorrono gli stessi errori del passato e con la medesima gente che suggerisce da sempre quelle soluzioni alla moda del tre per due o del due per tre… mamma mia.

    Luciano Ardoino

    maggio 27, 2018 at 18:43

    • Il tuo, caro Luciano, è un problema anzitutto di metodo e di visione.
      Se applicassi in modo più rigoroso la sociometrica, sapresti e scriveresti anche tu, sul mainstream, che il turismo italiano sta bene, eh.
      Invece ti ostini a sostenere che è #tuttosbagliatotuttodarifare su un semplice blog, per giunta ospitato, ORRORE, su piattaforma informatica antidiluviana Blogger.com.
      Suvvia… un po’ di ottimismo e di rinnovamento.

      Abbiamo ancora amplissimi margini di peggioramento. 🙂

      frap1964

      maggio 27, 2018 at 19:05

  2. Eh già, quella COSA che hanno chiamato sociometrica… bella roba va…
    Piattaforma antidiluviana blogger.com?
    Giuro che prima o poi cambio con WordPress… sì sì, giurin giuretto, parola di lupetto

    Luciano Ardoino

    maggio 27, 2018 at 19:36


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