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"I numeri di Italia.it sono la base di partenza di un progetto più ampio basato sulle 3 C del turismo digitale: Coopetition, Condivisione e Connessioni."

italia.it: nuova interrogazione da M5S, PD, Scelta Civica e Gruppo Misto

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E’ la quarta interrogazione presentata nel giro di pochi giorni ed il primo firmatario è di nuovo Mara Mucci, deputato del M5S, consulente informatico e membro della X Commissione Attività Produttive della Camera. Co-firmano con lei:

Sergio Battelli – M5S
Paolo Coppola – PD
Luisella Albanella – PD
Stefano Giuseppe Quintarelli – Scelta Civica per l’Italia
Ilaria Capua – Scelta Civica per l’Italia
Ivan Catalano – Gruppo Misto

Al centro, ancora una volta, la vicenda di Promuovitalia, ormai deflagrata sulla stampa nazionale, che coinvolge anche la redazione di Italia.it, ridotta ai minimi termini a causa del mancato pagamento degli stati di avanzamento lavori, sin dal febbraio 2014.
Con il recente epilogo delle dimissioni preannunciate da tempo del direttore editoriale Arturo Di Corinto.

Le domande poste dagli interroganti sono precise e puntuali: il MIBACT, per rispondere, dovrebbe dare debito conto anche di fatti attualmente ancora al vaglio della magistratura.

 

Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-03832
presentato da
MUCCI Mara
testo di
Martedì 21 ottobre 2014, seduta n. 314
 MUCCI, COPPOLA, QUINTARELLI, CATALANO, ALBANELLA, CAPUA, e BATTELLI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:
  • Promuovi Italia spa è un’agenzia che svolge attività di assistenza tecnica alla pubblica amministrazione, in particolare svolge attività di formazione e promozione turistica ed è controllata al 100 per cento dall’Agenzia nazionale del turismo, l’Enit, e quindi dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo;
  • la società è stata creata nel 2004 con lo scopo di supportare «l’occupazione e lo sviluppo dell’industria turistica» e oggi svolge attività di assistenza tecnica per il Mise e per il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo;
  • dal 21 ottobre 2013 il Ministero dei beni e delle attività culturali ha accorpato le funzioni e le risorse dell’Ufficio per le politiche del turismo ereditando due enti in crisi, l’Enit e Promuovi Italia;
  • con il decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83 convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2014, n. 106 recante «Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo», l’Enit è stata commissariata, Promuovi Italia messa in liquidazione;
  • l’Enit, che si occupa della promozione del turismo italiano all’estero sarebbe in gravi difficoltà operative per i tagli lineari del Governo Monti e riesce appena a pagare gli stipendi dei dipendenti, mentre Promuovi Italia, per pagare le spese per il personale userebbe fondi comunitari destinati ad altri capitoli di spesa;
  • da alcuni articoli pubblicati sul sito internet http://www.wired.it si apprende che venerdì 3 ottobre 2014 la Guardia di finanza avrebbe acquisito presso la sede della società Promuovi Italia (in via San Claudio 61 a Roma) tutta la documentazione relativa a fatture false generate dentro la società e relative ai corsi di formazione del progetto «Lavoro e Sviluppo» ipotizzando i reati di abuso di ufficio continuato e falsa fatturazione;
  • Promuovi Italia infatti è stata responsabile di vari corsi di formazione per disoccupati meridionali, con il progetto «Lavoro e Sviluppo», ha realizzato 6 mila tirocini formativi al costo di 10 mila euro l’uno (per 60 milioni di euro) con un tasso di occupazione del 25 per cento;
  • secondo le denunce riportate dall’articolo già richiamato, i fondi dei tirocini formativi, sarebbero stati incassati parzialmente e in via indiretta da un dirigente della stessa Promuovi Italia, tale Antonino Bussandri, per la locazione a Piacenza degli alloggi per i disoccupati in formazione, che anziché essere licenziato viene prima retrocesso e poi promosso;
  • i conti di Promuovi Italia fino al 2011 sarebbero stati in ordine e in attivo, la società aveva un portafoglio commesse pari a 81 milioni di euro e impiegava 305 persone ma il bilancio 2013 non è stato portato in assemblea né approvato e, fatto ancora più grave, mancherebbero all’appello 8 milioni di euro appena incassati;
  • con la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, costituito a maggio 2012 – presidente Costanzo Jannotti Pecci, Vicepresidente Massimo Ostillio, è stata avviata una riorganizzazione complessiva dell’agenzia che ha visto improvvise retrocessioni e promozioni che sono poi sfociate in una serie di querele per licenziamento illegittimo e in accuse reciproche di conflitto d’interessi, manipolazione di verbali, minacce e copie informatiche non autorizzate di documenti, bilanci, determine ed email personali denunciate anche al Garante della privacy;
  • al centro della contesa sarebbe il diverso orientamento della gestione dei progetti di formazione Lavoro e sviluppo sui quali sarebbero state individuate delle gravi irregolarità. Tali anomalie sarebbero state denunciate sia dal ex direttore generale, poi licenziato, Francesco Montera, e, a quanto risulta agli interroganti;
  • allo stato attuale Promuovi Italia non disporrebbe più dei soldi per pagare stipendi e creditori e questo nonostante il tentativo di riportare ordine tentato durante il Governo Letta da un delegato dell’ex ministro Bray, il dottor Nicola Favia, entrato per sostituzione nel Consiglio di amministrazione, ma costretto a dimettersi insieme al rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico per l’impossibilità di intervenire su una situazione ormai fuori controllo. Infatti, in una nota riservata al capo di gabinetto di Massimo Bray e al segretario generale Antonia Pasqua Recchia e resa pubblica successivamente dal sito internet http://www.wired.it, il dottor Favia, aveva parlato testualmente di «faide, vendette, epurazioni e di un clima di terrore» sopravvenuto;
  • oggi a presidiare il litigioso ente è stato scelto Antonio Nenturini [Venturini], commercialista, già presente come revisore di molte società partecipate dell’Emilia Romagna, il quale dovrà fare un piano di liquidazione, stilare la lista dei creditori e poi chiudere Promuovi Italia;
  • l’articolo di stampa già citato pone un serio interrogativo sulla somma di circa 8 milioni e mezzo di euro che sembrano essere finiti nel nulla e a parere degli interroganti sarebbe opportuno che venisse fornita una risposta adeguata dal momento che a dicembre del 2013 a Promuovi Italia sarebbero giunti circa 6 milioni di euro dal Ministero dello sviluppo economico e circa 2 milioni dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo che rendono effettivamente quantomeno sospetta questa mancanza di liquidità;
  • in un articolo del 24 settembre, «http://www.key4biz.it/italia-it-vicenda-degna-marchese-grillo/» pubblicato sul giornale Key4Biz, a firma di Gianni Motta Ferilli, si apprende che il 9 settembre 2014 da Promuovi Italia è partita una comunicazione verso un’azienda romana, Unicity spa, con la quale rescindeva unilateralmente il contratto relativo alla fornitura dei servizi redazionali perItalia.it, il portale nazionale del turismo; la società romana aveva ottenuto quella commessa ministeriale dopo un ricorso vinto al Tar nel 2012 per immettere contenuti nel portale a seguito di una gara europea;
  • la rescissione unilaterale viene legittimata in base a una clausola contrattuale che riguarda i sopravvenuti «motivi di interesse pubblico», riferibili alla legge n. 106 del 2014 con cui il ministro Dario Franceschini assegna il portale all’Enit. In aggiunta, nella lettera si chiarisce che Promuovi Italia non ha i soldi per pagare il lavoro svolto da Unicity negli ultimi sei mesi, motivo per cui, come è noto anche alla stampa, la dozzina di redattori del portale non percepisce lo stipendio dal mese di febbraio 2014. Nonostante il mancato pagamento, nella lettera verrebbe esplicitato che la redazione dovrà comunque continuare a lavorare, senza alcuna garanzia sulle retribuzioni dovute alle lavoratrici e ai lavoratori;
  • anche in questo caso sembrerebbe che i soldi ci siano ma non si sappia dove siano finiti, infatti sarebbero stati stanziati 1 milione e mezzo per i tre anni di lavoro della redazione e 3 milioni per la gestione dell’appalto a Promuovi Italia;
  • ciò che appare incredibile agli interroganti è che un’azienda sana che vince una gara pubblica europea, fa degli investimenti, assume personale, organizza le postazioni di lavoro, forma i lavoratori, mette a bilancio costi e ricavi, possa vedersi rescisso un contratto con soli quindici giorni di preavviso e senza che i propri lavoratori siano stati retribuiti per diverse mensilità;
  • secondo un articolo a firma di Fulvio Fiano per il Corriere della Sera, edizione di Roma del 1o ottobre 2014, 165 milioni di investimenti sono stati bloccati dalla nomina irregolare di un alto funzionario del Ministero. Soldi che includono anche gli stanziamenti per il portale Italia.it, poiché in un ruolo che non avrebbe potuto ricoprire grazie a un contratto di consulenza dichiarato illegittimo dalla Corte dei conti;
    nel frattempo Rocca non si sarebbe astenuto dal firmare il contratto di Andrea Babbi alla direzione generale dell’Agenzia nazionale per il turismo in violazione della spending review e ora sotto indagine sia per danno erariale che per abuso d’ufficio insieme al presidente di Enit Pierluigi lo stesso Babbi e tutto il Consiglio di amministrazione (già oggetto di interrogazione Mucci n. 5-03702, giovedì 2 ottobre 2014, seduta n. 301);
  • secondo l’articolo già citato del Corriere della Sera, a seguito dell’inchiesta, Babbi avrebbe dato le dimissioni e starebbe trattando le modalità di uscita;
  • l’Enit avrebbe preso nei mesi scorsi il controllo di Promuovi Italia, ente di sostegno al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo dove, secondo altre due inchieste, i manager si aggiustavano Tfr e le buste paga con accessi abusivi al sistema informatico;
    l’ex direttore generale, Francesco Montera, indagato e licenziato (ma sostenuto dal Ministero) avrebbe assunto una nipote di Roberto Rocca «in quello che sembra un gioco di sponde». Una delle tante procedure irregolari rilevate dal ministero delle Finanze, che chiede ora a Promuovi Italia la restituzione di un milione di euro –:
  • se la Guardia di Finanza stia indagando su fatture false emesse da Promuovi Italia;
  • se il funzionario Bussandri fosse il soggetto deputato a trattare le fatture delle quali è constatata la irregolarità;
  • se gli ammanchi di cassa di Promuovi Italia siano all’origine dei mancati pagamenti dei redattori del portale Italia.it, dei borsisti dei progetti formazione e sviluppo di Promuovi Italia e della rescissione dei contratti verso i fornitori;
  • se per pagare gli stipendi degli impiegati di Promuovi Italia (circa 500 mila euro al mese) si siano utilizzati finanziamenti destinati ad altre attività come i corsi di formazione e lavoro;
  • se trovi riscontro quanto riportato dal Corriere della Sera circa la responsabilità di un dirigente del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, dottor Roberto Rocca, nell’aver impedito l’erogazione di 165 milioni di euro per finanziare l’Enit e il Portale nazionale del turismo;
  • se risponda al vero che la nomina di Andrea Babbi sia stata irregolare e che egli stesso abbia dato dimissioni dalla direzione generale dell’Enit;
  • se trovi riscontro che dentro Promuovi Italia è stato manipolato il sistema informatico e se ci siano state irregolarità nella gestione dei Tfr e delle buste paga;
  • se sia stata assunta irregolarmente una nipote di Roberto Rocca con il concorso dell’ex dirigente generale di Promuovitalia Francesco Montera. (5-03832)

Per capire se e quanto sia verosimile la crisi di liquidità di Promuovitalia, dati i numeri di cui sopra, si possono consultare QUI alcuni dati sugli attuali costi del personale della società.
Che, nonostante sia in liquidazione, appena 8 giorni fa, ha pubblicato un avviso per il conferimento di incarico di Direttore Scientifico per un compenso lordo da € 18.000 con inizio il 17 novembre 2014 e termine il 30 giugno 2015.
Il bilancio 2013 non è tuttora pubblicato e a quanto pare nemmeno approvato.
Ma in quanto tempo si pensa di dover arrivare alla liquidazione definitiva della società, atteso che la nomina ufficiale del liquidatore risale al luglio 2014?

ACrepaldi_Promuovitalia

Turismo digitale: per ora da Franceschini solo fumo e molta confusione

Written by frap1964

ottobre 24, 2014 a 00:00

3 Risposte

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  1. […] E' la quarta interrogazione presentata nel giro di pochi giorni ed il primo firmatario è di nuovo Mara Mucci, deputato del M5S, consulente informatico e membro della X Commissione Attività Produtti…  […]

  2. […] prossimo, 29 novembre 2014, tre delle quattro interrogazioni depositate sulla vicenda dal M5S dovrebbero ricevere una […]


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